Da Diario, risponde FdB

 

Quei viaggi in autobus come nei carri bestiame

 

Desidero fare all’assessore all’Ambiente Pompermaier e all’avvocato Vanni Ceola, presidente di Trentino Trasporti, alcune considerazioni sulla relazione tra la politica del trasporto pubblico cittadino e la politica ambientale partendo dall’esperienza personale.
Faccio una breve premessa. È mia usanza andare al lavoro in bicicletta (Roncafort-Centro storico) perché sono convinta che la bicicletta rappresenti un risparmio sia in termini economici che ambientali, oltre che ad essere un buon esercizio fisico: su quest’ultima cosa ogni tanto nutro dei dubbi, sopratutto nelle mattine d’autunno, vista la “pesantezza” dell’aria che respiro da Roncafort fino a quando non entro in centro città: così come mi preoccupa il “rischio vita” che si corre pedalando lungo tutta Via del Commercio e Via Maccani a causa della strada relativamente stretta e la quantità di camion e furgoni che frequentano assiduamente la locale zona artigianale. Per questo, ultimamente e in barba alle regole, ho deciso di usufruire del marciapiede, a partire dal “Marcato” fino a “Via Vittime delle Foibe”, nella speranza di non incontrare un vigile che mi faccia presente che alle bici è vietato viaggiare sui marciapiedi.

Arrivo al dunque. In caso di condizioni metereologiche avverse (pioggia, neve o troppo freddo) opto per il tanto pubblicizzato “mezzo di trasporto pubblico” altrimenti detto, dai trentini, “tram”; pur usando la bicicletta per la maggior parte dell’anno, da diverso tempo faccio l’abbonamento annuale proprio per sentirmi più libera nell’utilizzo del mezzo pubblico. Oggi come ieri, è stato uno di quei giorni in cui ho preso l’autobus sul quale ho la fortuna di salire al capolinea. Perché parlo di fortuna, lo capirete da soli. E mi sarebbe tanto piaciuto che stamani, sull’autobus n.1 in partenza da Roncafort alle 7.24, ci foste stati anche voi assessore Pompermaier e presidente Ceola. Altre volte ho preso questo autobus e ho potuto notare che i maggiori frequentatori in quell’ora sono gli alunni delle scuole medie Manzoni e gli studenti delle superiori e, visto che sono tanti, mi sono sempre chiesta come mai non è stata predisposta una corsa apposita almeno per le scuole medie Manzoni. Ma così non è e allora oggi, come ieri e come domani e chissà fino a quando, in occasione del blocco dei veicoli euro 0 ed euro 1, sull’autobus n.1 delle 7.24 pareva di essere su un carro bestiame (ma non dimentichiamoci degli autobus che riportano gli studenti e i lavoratori a casa fra le 12.30 e le 14.00... altri carri bestiame). Saldamente abbarbicata sul posto a sedere conquistato al capolinea (e qui sta la fortuna) ho assistito al crescente “assalto al tram” fino a quando sembrava davvero di essere in un carro bestiame. Ebbene, ieri, oggi e domani, era e sarà così... A meno che l’assessore Pompermaier che ha messo il blocco agli euro 0 e 1 prenda consapevolezza di quello che la sua decisione comporta. E mi spiego in poche righe: chi possiede automobili nuove e magari un lavoro con parcheggio garantito, come provinciali e regionali, continuerà ad usare la macchina per quanto comunque inquinante come, ad esempio, un diesel euro 3; mentre chi non ha la possibilità di cambiare l’automobile è costretto a prendere l’autobus e magari non accompagna il proprio figlio a scuola costringendo anche questo a fare lo stesso. Dunque a fronte di un notevole aumento di fruitori del mezzo pubblico, non c’è aumento dei mezzi pubblici sia in termini di quantità che di orari.

Ecco perché sono convinta, assessore Pompermaier, che insieme al Presidente Ceola e magari al Sindaco e qualcun altro della Giunta e del Consiglio comunale, che forse sarebbe il caso che prendeste alcuni autobus nelle ore critiche della giornata per verificare il disagio che provano sia gli studenti che i lavoratori, visto che in molti si va a scuola e a lavorare, e si ritorna a casa, nelle stesse ore. E mi preme evidenziare come, il problema delle frequenze dei passaggi, si ripropone anche il sabato pomeriggio e la sera. Se si desidera che i cittadini usino normalmente il mezzo pubblico, questo deve essere competitivo con l’automobile che, notoriamente, consente una maggior flessibilità negli spostamenti, soprattutto per quanto concerne gli orari. E vi chiedo, per rispetto nei confronti di chi l’autobus lo usa costantemente, di non rispondere facendo notare che la qualità della vita a Trento ci vede ai vertici delle classifiche nazionali e che questo dipende anche dal trasporto pubblico: lo sappiamo tutti che i parametri con cui vengono redatte queste statistiche non collimano per niente con la realtà vissuta quotidianamente dalle persone “normali”. Credo che queste osservazioni così “vissute”, forse raramente espresse dai molti a causa di una profonda rassegnazione, nei confronti della capacità del politico di fare politica, meritino una risposta ponderata, possibilmente intelligente e soprattutto concreta.

Simonetta Gabrielli, Roncafort

 

Pompermaier e Ceola sono persone gentili, in genere, a differenza dell’assessore all’urbanistica Andreatta, rispondono quando vengono loro posti quesiti e interrogativi. Non dovrebbe essere poi troppo difficile potenziare gli autobus di Via Maccani nelle ore di punta. Piuttosto bisognerebbe sapere perché non c’è ancora una pista ciclabile da Piazza Cantore verso Campotrentino e Roncafort, asse essenziale (e facile) per agevolare i trasporti non motorizzati. Purché non si attendano anni e non si faccia una “finta” ciclabile (per accontentare i posteggi) come in Via Brennero.

(fdb)

 

Trentino, 29 novembre 2006

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