Rifiuti da ridurre ma a monte

 

Premetto che non voglio riaprire la querelle, che ci ha perseguitati per anni, di inceneritore sì o inceneritore no, anche perché c'è già stato un referendum che ha dimostrato che la maggioranza dei trentini non è contraria all'inceneritore (non ho detto che è favorevole!), ed io sono fra questi!

Constato però che il digiuno (e spero sia solo questa la causa) ha incattivito, reso aggressivo e maleducato, oltre che frustrato, il signor Adriano Rizzoli, il quale non ha nessun concetto di democrazia intesa come libertà di pensiero ed espressione da parte di chiunque, considerando chi la pensa in modo differente dal suo. Cerco dunque di rispondere educatamente alle sue confuse osservazioni sulla mia lettera riguardo le promesse non mantenute dell'assessore Pompermaier. Il «turismo dei rifiuti» non era sicuramente un invito ai cittadini a praticarlo, ma una constatazione ed osservazione fatta già da anni in tutte le zone dove è stata istituita la raccolta porta a porta. Anzi, dirò di più, grazie a ciò stanno aumentando non solo i rifiuti nelle zone limitrofe ma stanno anche aumentando le discariche abusive.

Ammesso da tutti che il porta a porta è più costoso (e la spesa ricade solo sul singolo cittadino) anche se più efficace nella raccolta differenziata non «riesce a mettere mano all'abnorme ed inutile produzione di rifiuti», caro Rizzoli, visto che migliora ed aumenta solo la qualità della differenziata e non la quantità, perché il singolo cittadino i rifiuti non li crea (salvo quelli fisiologici smaltiti per altra via), ma se li trova a carico dopo la spesa al supermercato, dopo la consegna della posta, dopo aver acquistato qualsiasi prodotto. Per cui io sostengo che è alla fonte che occorre ridurre la produzione di rifiuti.

Lavorando a Cles, ho occasione di constatare di persona e parlare con la gente del posto che pratica il porta a porta. Questo crea numerosi disagi quando nevica ed è necessario spalare la neve, in estate con il caldo con problemi igienici, la sera con tutti i bidoncini lungo il marciapiede alla mercé di animali randagi, ratti e vandali, quando uno si assenta da casa per ferie o malattia lo tiene a casa pieno per giorni o lo lascia in strada per giorni, nei piccoli appartamenti ci sono problemi di spazio e di odori, tanto che tutti coloro che possiedono una cucina economica o un caminetto (ed è la maggioranza) bruciano tutto risolvendo così i problemi con produzione di enormi quantità di sostanze tossiche pericolose.

Quindi, signor Rizzoli, la smetta di digiunare e dire panzane cercando di convincere gli stolti ed ignari che sia meglio avere tanti piccoli inceneritori privati altamente inquinanti che non un unico camino, localizzato dove si ritenga più opportuno, che inquina poco ed è sottoposto a continui controlli e manutenzioni.

 

Giampaolo Berlanda – Trento

l’Adige, 28 novembre 2006

 

 

Il porta a porta non lo vuole nessuno

 

Leggo sul giornale la lettera di Adriano Rizzoli in risposta a Gianpaolo Berlanda e mi permetto di fare queste osservazioni.

Probabilmente lei, signor Rizzoli, non ha letto bene (o non ha voluto leggere bene) la lettera del signor Berlanda. La sua risposta è piena di astio verso l'ex consigliere della Margherita e non vedo proposte che soddisfino le esigenze, sottolineo esigenze, dei cittadini abituati ultimamente a subire ogni sorta di soprusi da chi ci sta governando.

Concludo dicendo che dubito fortemente che il 70 - 80% dei cittadini gradiscano il futuro sistema di raccolta rifiuti porta a porta. Faccia un giro fra la gente di Gardolo e Meano per vedere cosa ne pensa. Ma non si limiti ad intervistare due o tre persone che la pensano come lei; le assicuro che troverà delle sorprese.

 

Enzo Manincor - Gardolo

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