Golf, la Val di Sole si risveglia

Funivie e Comuni, due sogni nel cassetto

 

VAL DI SOLE - D'estate la Val di Sole supera le 500 mila presenze turistiche alberghiere. Meno di Fassa e del Garda trentino, più di Fiemme, Campiglio e Rendena, Primiero, Levico, Roncegno e Panarotta. Ma nel conchiuso di settembre con cui la giunta Dellai ha rilanciato il golf in Trentino (sette nuovi campi), del solco del Noce non si parla. Dalla valle, nessuna richiesta ufficiale è giunta in piazza Dante. Di golf, però, fra il Tonale e Mostizzolo intanto si sussurra: sia perché i praticanti ci sono, sia perché qualche Comune che punta ad ampliare l'offerta sarebbe lieto di ospitare turisti impegnati a a lanciare palline fra tee e green.

Dal sogno al finanziamento, ancora l'equazione non è dimostrabile. I numeri degli hotel naturalmente non sono gli unici criteri che guidano le scelte sostenute dall'ente pubblico: oltre che della presenza di investitori privati, in Provincia si tiene conto dell'idoneità dell'area, degli impatti su ambiente e paesaggio, della sostenibilità economica e del tipo di gestione.

Ma questi parametri potrebbero presto diventare oggetto di dibattito, visto che sul golf in Val di Sole ci sono due progetti nel cassetto. Il primo, contenuto in una relazione della società Funivie Folgarida Marilleva del novembre 1995 (ancora attuale) è per un campo a 18 buche sulla Piana di Monclassico, fra la ferrovia e il Noce. Il secondo - realizzabile in un'area in parte incolta - è un progetto di campo a 9 buche fra Pellizzano e Mezzana, tra il ponte delle Capre e la zona sportiva, su suolo di proprietà privata e dell'Asuc. Ma nel dettaglio, che si progetta in valle?

CROVIANA-MONCLASSICO

«Noi vendiamo un prodotto turistico, e l'idea di un campo da golf era nata da una ricerca di mercato - ricorda subito Giovanni Renzi, vicepresidente di Funivie Folgarida Marilleva spa - per occupare posti letto alberghieri ed extralberghieri e dilatare la stagione estiva. Il progetto è ancora valido, ma serve una spinta propositiva, una mentalità imprenditoriale pubblica». Nel '95 l'idea trasposta su carta non aveva suscitato grossi entusiasmi, anche se gli architetti Franco Prini e Paolo Bonazzi definivano «vocazioni ottimali» quelle possedute dall'area prescelta per il «resort» da 18 buche. Affermazione sostenuta dalla crescita del turismo golfistico e dalla possibilità di creare un circuito, come nelle stazioni austriache. Per un campo siffatto, stimato fra 300 e 600 il numero di soci garante della buona gestione economica (le cui quote annuali possono coprire i costi di gestione se sommate al green fee, l'ingresso giornaliero pagato dai giocatori), si puntava su «una ricettività turistica localizzata sul percorso del campo» (motivata anche da altre attrezzature sportive, dalla qualità dell'ambiente e dal «modello di vita»). Una ricettività per «non meno di 350 soci giocatori» corrispondente a 57.750 metri cubi di edificati, vista la previsione di «non più di 100-150 soci annuali». Di qui l'approfondimento da demandare al progetto di fattibilità tecnico-economica (seguito da studio socio-economico, studio urbanistico, studio di Via) e dalla necessità di varianti urbanistiche e confronto con le amministrazioni comunali.

Urbanisticamente, l'area prescelta è agricola di interesse primario, con porzioni a bosco limitate. Il progetto prevede un campo a 18 buche e un campo pratica, accessibili da entrambi i comuni, con le prime 9 buche verso Croviana e le altre 9 verso Monclassico. Il percorso, lungo 6.300 metri e con 72 par (il numero di tiri per completarlo) è previsto anche in destra Noce e necessiterebbe - secondo la relazione - di un bacino artificiale per l'irrigazione, alimentato da falde acquifere esistenti.

MEZZANA-PELLIZZANO

«Nel nostro programma elettorale scorso e in quello attuale dell'amministrazione di Mezzana guidata da Giuliano Dalla Serra - ricorda Michele Bontempelli , sindaco di Pellizzano - c'è l'idea del golf. Per questo ci siamo confrontati anche con il Comune di Ossana e abbiamo chiesto un sopralluogo all'architetto Luca Borzaga (amministratore di Anaunia golf srl, concessionaria del campo a 18 buche di Sarnonico), il quale trova realizzabile il campo sull'area fra il ponte delle Capre e Mezzana, visti i vincoli esistenti sul resto del fondovalle: strada, fiume, ferrovia, linea di alta tensione e pista ciclabile, che va spostata in sinistra Noce».

Borzaga propone un campo a 9 buche su 20 ettari circa, con partenza in prossimità del ponte delle Capre e percorso in gran parte a monte della pista ciclabile. «La pendenza - spiega l'architetto - sarebbe solo fra una buca e l'altra, l'area è sufficiente ma suggerisco di estenderla. La Val di Sole, con un 9 buche, diverrebbe baricentrica fra Rendena e Sarnonico». La zona è in parte a bosco e in parte di interesse agricolo prinario, di proprietà di Asuc e privati. «Un gruppo di giocatori di Mezzana - sottolinea Bontempelli - si è detto disponibile alla gestione, ora i Comuni devono approfondire l'idea e commissionare un progetto preliminare». Ma il campo da golf - a detta di Bontempelli - non dev'essere solo frutto di una concertazione fra tre Comuni: «Il progetto deve arrivare in conferenza dei sindaci - sostiene - affinché se ne discuta a livello di valle».

 

Fabrizio Torchio

l’Adige, 26 novembre 2006

 

 

 

Dodici progetti in cerca d’autore

La Provincia ne finanzierà pochi; ma gli esclusi non sono rassegnati

 

La febbre del golf ha contagiato tutte le valli del Trentino. Considerata fino a pochissimi anni fa un gioco per soli ricchi, snobbata al contrario, ora la disciplina di cui George Bernard Shaw (grande drammaturgo) scriveva: «Per giocare a golf non occorre essere stupidi. Ma aiuta», viene guardata con rispetto.

Soprattutto da parte delle amministrazioni locali, consapevoli che non a tutti i turisti bastano le passeggiate nel verde, le piste ciclabili e i cavalli. Ma questa consapevolezza ha fatto scoppiare anche guerre sotterranee tra comuni limitrofi, abituati a ragionare in termini di campanile, mentre qui «ballano» investimenti da milioni di euro (si veda scheda a fianco), che la Provincia non potrà sostenere come ha sostenuto, in passato, la costruzione di una miriade di palazzetti sportivi. Ecco, allora, quali sono i progetti in corsa, in cui l'atto d'indirizzo della giunta provinciale ha provato a mettere ordine.

VALSUGANA-TESINO.

Il percorso a 18 buche su un'area di 65 ettari, progettato nel comune di Levico Terme , nella zona di Barco ora per lo più coltivata a mais e destinata alla zootecnia, è il progetto più avanzato in questo momento e valutato positivamente dal conchiuso provinciale. La destinazione urbanistica è compatibile, lo studio di fattibilità economico-finanziaria è pronto da un anno: nove milioni di euro è l'investimento pubblico previsto per realizzare il green con annesso campo pratica, club house, centro fit&wellness. A realizzarlo sarebbe una spa pubblica, mentre per la gestione dovrebbe essere costituita, secondo il Comune, una società mista.

Ma a pochi chilometri di distanza il Comune di Roncegno Terme , che dispone già di quattro buche, sta lavorando per conto proprio per ottenere la possibilità di averne nove. La Federazione golf non considera antitetici i progetti di Levico e Roncegno, ma è chiaro che far lavorare, nel giro di pochi chilometri, un campo a 18 buche e uno da 9, presuppone intese perfette sotto il profilo del marketing.

Senza considerare poi che a Pieve Tesino esiste l'altro nove buche dell'ambito, che è già urbanisticamente dedicata un'area al suo raddoppio e che per fare 18 buche i Comuni attendono solo che i giocatori sappiano dove dormire: nei «relais» frutto del cospicuo investimento della famiglia Paterno.

PRIMIERO.

Fermato il 9 buche previsto in Val Canali per problemi di coesistenza con la sede del Parco Paneveggio-Pale S. Martino, si è fatta strada l'ipotesi di una collocazione alle Osne di Transacqua, «benedetta» dalla Provincia. Ma, nel frattempo, un altro comune avrebbe avanzato la propria candidatura: Canal S. Bovo.

ALTOPIANO DELLA PAGANELLA.

La giunta provinciale ha detto no all'intesa tra i comuni di Cavedago, Fai e Andalo per collocare un campo a 18 buche in uno dei tre paesi dell'altopiano, ma l'amministrazione comunale di Andalo non si è rassegnata e ha dato incarico di reinserire nalla variante al Prg la previsione, già stralciata due volte dalla giunta provinciale. Se questo campo fosse realizzato, probabilmente ad esserne poco felici sarebbero i titolari del Dolomiti Golf Club di Sarnonico, già assediati dalla concorrenza altoatesina (in Alto Adige, tra l'altro, a volere un campo è ora anche la non lontanissima Caldaro ).

FIEMME-FASSA.

Il conchiuso di giunta ha approvato la costruzione di un nuovo percorso a 18 buche sull'area di Pozze-Badalò, tra i comuni di Carano e Daiano; la contrapposizione fra comitati per il sì e per il no in quest'ultimo paese dovrebbe sfociare - se non in un referendum vero e proprio - quantomeno in una consultazione popolare.

Ma la Federgolf preme per un posizionamento più baricentrico anche rispetto al Primiero e alla Val di Fassa, magari tra Predazzo e Ziano. Proprio quest'ultimo Comune si è proposto con un nuovo progetto che interessa una vasta area in sinistra Avisio, ottenendo anche l'okay di Predazzo.

In Val di Fassa è stata indicata Campitello come sede ideale di un nove buche, in sostituzione dell'esistente campo pratica (il Comune sta dialogando con Canazei per la sua realizzazione), ma non sono sconosciute le ambizioni di Moena-Soraga: nella variante al Prg approvata nel 2005 è stata inserita questa destinazione per un'area in località Palua.

ALTO GARDA-LEDRO.

È l'area più vocata dal punto di vista climatico a realizzare un campo utilizzabile 12 mesi all'anno e quindi maggiormente sostenibile economicamente. Dopo la bocciatura alcuni anni fa, con un referendum, dell'ipotesi di costruzione di un percorso a 18 buche nell'area delle Marocche di Dro , negli ultimi mesi il dibattito si è riaperto. Intanto, il conchiuso della giunta provinciale ha detto sì ad un campo a nove buche a Tenno (aperto almeno per nove mesi), di cui è già stato presentato il progetto corredato dall'analisi di fattibilità economica.

 

Giorgia Cardini

 

 

Soldi e giocatori perché le buche non siano «buchi»

 

Chi investe?

Il conchiuso approvato nel 2003 dalla giunta provinciale (assessore competente Roberto Pinter) indicava un limite di costo ammesso al finanziamento di 150.000 euro per buca. Quella cifra non è mai stata aggiornata, ma oggi una buca costa 200.000 euro in piano (arativo) e 300.000-330.000 euro in boschivo mosso. Ciò significa che per realizzare 18 buche ci vogliono almeno 10 milioni di euro (considerando anche le strutture di servizio). Chi li spenderà? La Provincia non considera prioritario l'investimento sul golf rispetto ad altri progetti finanziabili, col Fondo per lo sviluppo locale, fino al 95%. E allora, quanto è disposta a metterci, la Provincia? E quanto dovrebbero metterci Comuni e privati?

I costi di gestione

Un campo a 18 buche deve avere almeno 17.000 presenze annue corrispondenti a circa 600.000 euro di entrate. La manutenzione su un anno costa tra 10.000 e 30.000 euro per buca, più il costo di circa 25.000 euro per un addetto per buca, cui si sommano oneri finanziari e generali. In tutto, servono non meno di 600.000-700.000 euro l'anno.

 

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