Lo zatterone finisce al Tar

Due ricorsi per fermare i prelievi per le piste da sci

 

MOLVENO - La vivace polemica sul prelievo di acqua dal lago di Molveno per l'innevamento delle piste da sci, polemica che ha animato le recenti sedute del consiglio comunale scomodando anche il presidente della Provincia Lorenzo Dellai salito a Molveno il mese scorso per sostenere i progetti di sviluppo turistico sulla Paganella, è finita nelle aule del Tribunale amministrativo regionale.

Ieri gli avvocati Silvio Zancanella e Carlo Biasi hanno infatti depositato due ricorsi con il medesimo dispositivo: l'annullamento della delibera, approvata solo dal gruppo di maggioranza, per il parere favorevole alla concessione in deroga urbanistica che consente alla società impiantistica Paganella 2001 di costruire, sulle rive del lago, una stazione di pompaggio dell'acqua prelevata dal bacino di Molveno.

Un ricorso porta la firma dei consiglieri comunali di minoranza della lista «Voltiamo pagina»; l'altro, più o meno con gli stessi contenuti, è firmato da Paolo Donini, coordinatore del comitato Amici del lago di Molveno, e da alcuni albergatori della località. In questo secondo ricorso, oltre ad impugnare il parere favorevole alla deroga urbanistica, gli albergatori chiedono anche l'annullamento del parere favorevole espresso dalla Provincia alla richiesta di Paganella 2001 spa di realizzare un impianto di innevamento programmato sfruttando il bacino di Molveno.

Nessuno dei due ricorsi, però, chiede l'immediata sospensione del provvedimento deliberato in consiglio comunale; i legali di parte si riservano di richiedere, semmai, la sospensiva in un secondo momento.

Lo avevano annunciato sia nelle assemblee, sia nei consigli comunali che avrebbero portato la loro battaglia fino in fondo. E il ricorso al Tar, per gli Amici del lago, è solo il primo passo. Quello successivo consiste nel referendum: «Non dobbiamo mettere troppa carne al fuoco - afferma Paolo Donini - perché vogliamo giocarci la nostra battaglia anche con il referendum che abbiamo proposto. Noi, oltre a contestare la delibera del consiglio comunale, mettiamo in dubbio il metodo con il quale si sta portando avanti lo sfruttamento del lago senza garanzie per la sua salvaguardia».

Donini si riferisce al rinnovo della concessione Enel, che scadrà nel 2010, all'inquinamento provocato dal Rio Lambin e, naturalmente, all'impatto ambientale causato dallo zatterone in mezzo al lago sul quale saranno fissate le pompe di Paganella 2001. Il timore tra gli albergatori cresce per le conseguenze negative sotto il profilo turistico: la zattera di una quindicina di metri quadrati ancorata ai tubi galleggianti lunghi ottanta metri, e quindi visibili, per trasportare l'acqua dalla piattaforma fino alla stazione di pompaggio sulla riva del lago è un autentico pugno nell'occhio. Anche se zattera e tubi saranno utilizzati solo nella stagione invernale per poi essere rimossi durante il resto dell'anno. È uno sfregio ambientale che gli Amici del lago sono decisi ad impedire con ogni mezzo a loro disposizione.

E se il referendum venisse cassato per la non sussistenza dei requisiti, come si augura il sindaco Paolo Nicolussi con l'intera maggioranza che lo sostiene, gli Amici del lago assicurano che hanno altre carte da giocarsi. Ma non intendono scoprirle tutte e subito.

 

Mariano Marinolli

L’Adige, 1 dicembre 2006

 

 

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