“L’Unione Europea bloccherà Tremalzo”

Bombarda giudica del tutto negative le scelte del Comitato per l’ambiente

 

VAL DI LEDRO - «Abbiamo perso un'occasione storica per fare qualcosa di buono in un'area protetta». Questo il lapidario giudizio del consigliere provinciale dei Verdi, Roberto Bombarda, sul piano di rilancio della stazione sciistica di Tremalzo in val di Ledro, progetto approvato di recente dal Comitato provinciale per l'ambiente. Non si tratta dell'ultima approvazione e nemmeno di quella definitiva, ma in ogni caso è un passaggio cruciale.

«Nonostante tutte le buone enunciazioni - dice Bombarda - eccoci di nuovo di fronte a un corto circuito. È un film già visto a Madonna di Campiglio. La politica ha ordinato al Comitato provinciale per l'ambiente (composto a grande maggioranza di dirigenti provinciali di nomina politica) di dire di sì al progetto di Leali. E poi il Comitato trova le prescrizioni per indorare la pillola a quanti amano l'ambiente».

Bombarda mette sull'attenti: «Noi - dice - per la Pinzolo-Campiglio avevamo avvisato che non si può costruire in un Sic, un sito d'importanza comunitaria, una zona naturalistica di rilevanza europea. La Provincia e gli impiantisti hanno tirato dritto salvo poi scontrarsi con l'Unione europea, che tutela le aree protette. Una figuraccia. E la figuraccia la faranno anche i Comuni ledrensi, la Provincia e Leali: il ricorso all'Unione europea è inevitabile».

Insomma, per il consigliere provinciale è assolutamente negativa la presa di posizione del Comitato provinciale per l'ambiente: «Hanno dato un colpo al cerchio (riduzione di un terzo delle cubature, bocciatura della nuova strada, del museo della malga e altro ancora, ndr) e uno alla botte (sostanziale via libera alla costruzione di una grande struttura turistica). Era prevedibile. Che si autorizzi l'operazione Leali - prosegue Bombarda - è grave e le prescrizioni sono un semplice contentino agli ambientalisti. È una storia già scritta per altre località montane in Trentino. Il Comitato spara alto per ottenere poi meno. Per Tremalzo sono una decina le prescrizioni, per la Pinzolo-Campiglio erano 26». Il consigliere verde è convinto che la Comunità europea bloccherà Tremalzo come ha bloccato la Pinzolo-Campiglio. «Tremalzo - spiega - è un sito d'importanza comunitaria, l'Unione europea tutela tali aree perché sono protette. Non si può pensare di creare 400 nuovi posti letto quando manca l'acqua perfino per le strutture odierne».

«Purtroppo - aggiunge - non si è stati capaci di dire di no al nuovo, ennesimo, progetto in quota. Un progetto peraltro privo di qualità, tipico degli anni Settanta: tanto cemento e distruzione dell'habitat e del paesaggio. È il classico caso dell'imprenditore pieno di soldi che viene da fuori e impone la sua linea. Non basta parlare di bioedilizia o di bioarchitettura per rendere accettabile una cementificazione. Questo è pseudoambientalismo sotto il cui ombrello passano i progetti più devastanti. Voglio proprio vedere cosa ne resterà in futuro e se il tempo non mi darà ragione. Basta leggere qualche analisi sulle prospettive turistiche per capire che le dinamiche internazionali scartano le strutture alla Leali mentre favoriscono quelle legate all'educazione ambientale. Tremalzo è di tale straordinario valore che potrebbe diventare paradigma nuovo modello di sviluppo turistico in Trentino».

Il piano sciistico-turistico di Tremalzo, quello targato Leali, ha ancora molti gradini da salire prima di avere tutti i benestare. «I prossimi passaggi tecnici e politici, in commissione urbanistica provinciale soprattutto - dice Bombarda - spero ridimensionino ulteriormente i volumi delle strutture turistiche».

Infine sui tre esperti che mercoledì 22 erano assenti alla riunione del Comitato provinciale per l'ambiente che ha dato il via libera parziale a Leali: «Ero curioso di sapere - conclude il consigliere verde - come si sarebbero espressi i rappresentanti tecnici in seno al Comitato (Corrado Diamantini, Giuliano Ziglio, Michele Lanzinger, ndr) ma non c'erano. Vorrei sapere dalla loro voce cosa ne pensano. Erano legittimamente assenti ma avrebbero avvallato o si sarebbero espressi contro?».

 

S.I.

l’Adige, 2 dicembre 2006

 

 

 

 

 

“Sì ai correttivi, ma poi si vada avanti”

Dopo il “via” del comitato per l’ambiente, Franco Brighenti invita a non perdere tempo

 

«Mi sembra che sia condivisibile il contenimento dei volumi previsti dal progetto di rilancio sciistico-turistico di Tremalzo. Alcuni processi andavano corretti». Lo dice Franco Brighenti, sulla valutazione proposta dal Comitato provinciale per l'ambiente la scorsa settimana.

«Si pensi al problema dell'acqua che a Tremalzo non c'è, un fattore che va verificato con particolare cura, e il comitato ha fatto bene a rilevarlo. Detto questo - aggiunge Brighenti - Tremalzo o parte nella direzione indicata dall'imprenditore Domenico Leali o non parte più. Noi abbiamo il dovere di dare una risposta sociale ed economica alla valle. Tremalzo va ora semplicemente recuperata per eliminare certe brutture. Si decida come intervenire e poi, un domani non si dovrà toccare più nulla. Questo per rispondere ai timori della presidente di Legambiente Maddalena Di Tolla».

Il Comitato provinciale per l'Ambiente mercoledì 22 novembre ha dato il via libera (per quanto di sua competenza) al progetto di rilancio della stazione sciistica ledrense di Tremalzo messo in campo dall'imprenditore Domenico Leali. Semaforo verde che in ogni modo lima di un terzo la grande struttura turistica ipotizzata (67 mila metri cubi) dal magnate bresciano, che toglie la proposta di creare una nuova strada e taglia le seconde case. Inoltre Tiarno di Sopra (con Leali) dovrà predisporre un progetto-studio geologico in cui chiarire dove si andrà a prendere tutta l'acqua che servirà alla struttura alberghiera e all'innevamento artificiale in una zona assolutamente carente.

«Pur nella delicatezza dell'intervento previsto - dice Brighenti - non possiamo sempre guardare con diffidenza verso proposte innovative legate alla nostra realtà economica e sociale, non si può vedere sempre il cattivo, lo speculatore, il distruttore di territorio. Certamente il privato, che intende avviare un'iniziativa, non si muove per beneficenza, fa i suoi conti, valuta le opportunità economiche e aderisce anche a grandi investimenti quando dai dati economici prevede un rientro dei capitali investiti.

L'ente pubblico deve garantire l'utilizzo del territorio, coniugando le diverse necessità sociali ed economiche e verificare che la comunità possa beneficiarne, anche attraverso forme diverse (vedi posti di lavoro) che possono diventare indispensabili in un futuro prossimo, oltre naturalmente alle attività collaterali quale impulso quantitativo e qualitativo come indotto capace di garantire una maggior possibilità di reddito alla collettività».

Entrando quindi nel merito dell'operazione Leali, il sindaco di Molina sostiene che «l'aspetto di carattere residenziale nasce dall'esigenza di strutturare un insieme omogeneo di nucleo abitato, non certo come settimo paese di Ledro autonomo e autoreferenziale, bensì come punto d'incontro socialmente proponibile con punti di ritrovo diversi, evitando se possibile, il vuoto che le strutture alberghiere pongono in essere se realizzate da sole. L'ipotesi della realizzazione delle strutture in bioedilizia, conferma la volontà di un inserimento ambientale tale da rendere più soft la sua concretizzazione. La proposta del nuovo progetto di Tremalzo, è una modifica di quanto a suo tempo approvato dai consigli comunali; pertanto questo nuovo percorso necessariamente dovrà ottenere il placet degli stessi consigli».

Quanto alla valenza comunitaria «penso che la proposta formulata - dice Brighenti - non vada nella direzione opposta alle finalità sociali d'utilizzo sportivo dell'area, semmai con le piste di fondo, con il tracciato per slitte e con il baby park può essere incrementata la possibilità di fruizione dell'area a fine sociale; inoltre non dimentichiamo la creazione di nuovi posti lavoro nel settore turistico-alberghiero».

Poi uno sguardo al percorso fatto. «Il passaggio del pacchetto azionario privato nelle mani di Leali (nel settembre 2004 Domenico Alcide Leali entra in possesso del 55% dell'Irvat, società cui fa capo il rilancio di Tremalzo, il resto è dei Comuni ledrensi e di qualche socio residuale, ndr) ha fatto avviare un confronto con lo stesso Leali per promuovere e valorizzare in modo diverso ed economicamente più produttivo l'investimento; nelle varie riunioni pubbliche venivano illustrate ampiamente le soluzioni progettuali che indicavano una visione diversa e qualitativamente più valida.

Certamente la libertà di pensiero delle persone può esprimere opinioni contrastanti e diverse, ma penso che ciò debba essere fatto nella correttezza civile; sembra invece che l'accanimento con il quale si è sviluppato il tema voglia demonizzare e demolire politicamente chi pensa al futuro della sua gente».

 

S.I.

l’Adige, 1 dicembre 2006

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci