Gardring

 

La catena di S. Alberto

 

Al giorno d’oggi gli avvenimenti si susseguono con tale rapidità che Alberto Pacher non fa tempo ad accusare il TG3 di faziosità per alcuni servizi, che subito parte una lettera di smentita dal suo stesso ufficio stampa. Lettera senza firma, che probabilmente si è materializzata in qualche computer che in piena autonomia ne ha spedito venti copie, come una catena di S. Alberto. Il tutto a vantaggio dei giornalisti del TG3 che anche stavolta l’hanno fatta franca. Che dire, con Lui queste cose non succedevano. Intendo le lettere di smentita. E per Lui intendo Dellai. Ma veniamo alla preoccupante faziosità dei giornalisti trentini.

Nel primo servizio hanno insinuato che sulla Torre Civica di Trento non ci sono luminarie natalizie, cosa non vera perché come tutti possono vedere la Torre Civica è così piena di lampadine che certi aerei chiedono il permesso di atterrare. Il problema è che sono lampadine color muro non visibili da terra. E comunque se proprio vogliamo dirla tutta, cogliendo l’allarme attentati lanciato da Margherita Cogo, Pacher non ha messo luminarie sulla Torre Civica per tenerla nascosta da eventuali attacchi di Al Queida che ha incluso l’edificio nella lista degli obbiettivi strategici da bombardare in Trentino insieme al Duomo, il chiosco di bibite nel parcheggio del palazzetto dello sport e Adelino Amistadi.

Un altro servizio parlava dell’iniziativa “Avvocati per la solidarietà” nata per trovare una residenza ai senza tetto, e qui i giornalisti accusavano il Comune di Trento di essere in ritardo. Ma in ritardo su cosa, che non è ancora arrivata la neve?

E nel terzo servizio hanno detto che l’iniziativa “auto elettriche” non avrebbe ottenuto un grande successo. Ed anche in questo caso la faziosità è lampante perchè Trento è piena di auto elettriche. Ci sono così tante auto elettriche a Trento che se le accendono tutte insieme si abbassa la corrente anche a Bolzano.

Alla luce di questo risulta chiaro che la vera piaga del Trentino sono loro: i giornalisti, che si ostinano con infantile perseveranza a credere ancora alla libertà di stampa. In futuro, per evitare il ripetersi di queste pericolose esibizioni di disinformazione, l’USL Trentina ha messo sul mercato un nuovo farmaco per giornalisti: MARGHERITIL gocce, all’olio di ricino. Dieci gocce prima dei pasti trasformano anche il più coriaceo dei giornalisti in un addetto dell’ufficio stampa del Comune o della Provincia a seconda della bisogna. Margheritil, prossimamente nelle migliori farmacie. Ma non per sempre, solo per questo Ventennio.

 

p.s. Oggi non firmo l’articolo perché non l’ho scritto io, è opera del mio ufficio stampa.

 

l’Adige, 3 dicembre 2006

 

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci