«Contro l’inceneritore altri 1000 giorni di digiuno»

La sfida di Rizzoli (Nimby) che prepara la grande fiaccolata in piazza Duomo

 

TRENTO. Di giorni di digiuno contro l’inceneritore ne hanno già fatti 1000, «ma siamo pronti ad arrivare anche a 2000 se sarà necessario. Noi andiamo avanti con la nostra battaglia. Oramai in tanti credono in noi ed è diventata una questione di responsabilità». Lo dice chiaro Adriano Rizzoli, uno dei padri di Nimby, il movimento nato per contrastare la realizzazione dell’inceneritore in Trentino.

Venerdì 15 dicembre Nimby sarà in piazza Duomo (ore 17.30) per una grande fiaccolata contro il progetto di Ischia Podetti. Sarà una manifestazione di grande attualità visto che da poco l’amministrazione ha iniziato l’iter per la bonifica dell’area di Trento nord, primo passaggio per la realizzazione dell’impianto che però sembra slittare al 2008. «Per noi questo slittamento è già un primo segnale positivo - spiega Rizzoli - significa che i passaggi per la realizzazione dell’inceneritore si fanno sempre più stentati. Permangono - continua - i silenzi sugli impatti e sulla comparazione dei costi con e senza l’incenerimento dei rifiuti, e su altri capitoli su cui Nimby trentino sta già procedendo. Vista la scarsa disponibilità alla collaborazione e al confronto della Provincia, costretta ad un solo tipo di informazione. Proprio in questi giorni in cui si cerca di ridurre il grosso carico di inquinanti che gravano su Trento e sul Trentino, pressoché ovunque con inadeguati palliativi. Sono le stesse ovvie difficoltà che si ripetono da anni per ridurre l’inquinamento da pm10. Ma non si dice ancora nulla su quello da pm2.5 e inferiori, ben più pericolose delle “grossolane” pm10, i cui valori non sono noti alla popolazione. Forse perché non si deve far sapere che questo pericoloso inquinante è prodotto anche dalla combustione dei rifiuti?».

Rizzoli continua, spiegando che «secondo gli ultimi dati sul dimensionamento dell’inceneritore provinciale, si produrrebbero più di 3.000.000 di metri cubi al giorno di fumi. Ci verrebbe così regalato un surplus di nanoparticolato che, non essendo filtrabile da alcuna tecnologia, sembrerebbe destinato ad essere respirato, ingerito e entrare nella catena alimentare. Idem sulle criticità di quel 30% di residuo solido pericoloso, tossico-nocivo, prodotto dalla trasformazione e moltiplicazione della combustione di rifiuti pressoché inerti e innocui. Dinanzi a questa prospettiva che peggiorerebbe lo stato dell’inquinamento, con altri numerosi inquinanti in aggiunta agli attuali, è ancor più evidente l’inadeguatezza del 3º aggiornamento al Piano provinciale di smaltimento rifiuti. Vincolare la produzione di rifiuti al mantenimento dell’efficienza impiantistica è voler rinunciare a investire con gradualità sull’effettiva definizione e risoluzione del problema rifiuti e secondo una diversa pianificazione estesa a tutto il Trentino. La Provincia parla di un piccolo inceneritore di 103 mila tonnellate: falso. Quello è un grande impianto e per rendersene conto basta informarsi solo un poco, scoprendo che i piccoli inceneritori sono quelli sotto le 50 mila tonnellate. Ci dicono che protestiamo senza fare proposte e anche questo è falso. Loro invece cosa fanno? Ci propongono di avvelenarci ancora di più».

 

Trentino, 7 dicembre 2006

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci