Critiche al sindaco Pacher. Rizzoli: « Cresce la consapevolezza »

Nimby, mossa a sorpresa. Ricorso al capo dello Stato

Ieri fiaccolata contro l'inceneritore e la protesta

 

TRENTO - Nel giorno della fiaccolata contro l'inceneritore, che ha portato a sfilare nel centro del capoluogo circa 400 persone, l'associazione Nimby annuncia il ricorso al presidente della Repubblica. L'intento è sempre lo stesso: scongiurare la realizzazione dell'inceneritore previsto nella zona di Ischia Podetti. E la data della fiaccolata non è scelta a caso. È il millesimo giorno della catena di digiuni giornalieri delle persone che hanno aderito a questa iniziativa.

L'annuncio del ricorso arriva alla conclusione del corteo in via Calepina. «È uno dei passi dovuti verso la capitale - si legge in un comunicato dell'associazione -, che vuole evidenziare i limiti, le inefficienze e le carenze del piano provinciale di smaltimento rifiuti. In particolare, sulle negate tutele della salute e dei siti di importanza comunitaria».

LE FIACCOLE - Accorata la partecipazione alla manifestazione. Organizzata da un'associazione di cui l'assessore all'ambiente Pompermaier aveva riconosciuto «la coerenza, premiata da una forte presa di coscienza da parte dei cittadini del problema dei rifiuti».

Alle cinque e mezza del pomeriggio c'è già una piccola folla assiepata nei pressi della fontana di piazza Duomo. Si srotolano gli striscioni e si distribuiscono le candele. La processione inizia dopo una decina di minuti. I gruppi presenti sono tre, delimitati dai rispettivi striscioni. In testa Nimby, a seguire i ragazzi della Tanaliberatutti e in chiusura quelli di Spazio Aperto.

Per Adriano Rizzoli di Nimby le persone presenti sono «qualcosa in più della fiaccolata tenutasi il 2 agosto del 2005, in occasione del digiuno numero 500». Cosa non da poco, se si tiene conto che la temperatura tra le due giornate non è la stessa. «L'importante - prosegue Rizzoli - è che la consapevolezza della gente cresca».

Forse con una tempistica scelta non a caso, sulla manifestazione pendono le dichiarazioni del sindaco Pacher, che nei giorni scorsi aveva annunciato come il bando europeo per il progetto dell'inceneritore sia imminente.

REPLICA A PACHER - È lo stesso Rizzoli a commentare per primo le affermazioni del primo cittadino. «Loro vanno avanti - dice riferendosi alla maggioranza in consiglio - e noi tiriamo indietro. Loro sono anni che seguono una determinata direzione. Noi invece andiamo in senso contrario. Si può dire che i due percorsi siano complementari». Tra la gente è presente Franco Ianeselli, della segreteria della Cgil trentina. «Noi speriamo che la cosa non si faccia. Invitiamo a ripensare la posizione favorevole all'impianto».

I ragazzi del Centro sociale Bruno intonano il coro «No ince, no ince. Differenziare vince», di cui dichiara la paternità Donatello Baldo. Ma per il gruppo parla Stefano Bleggi: «Siamo contro l'inceneritore a fianco di Nimby trentino. Portiamo i simboli delle lotte di popolo che negli ultimi anni hanno imposto alla politica e all'economia il punto di vista delle comunità sventrate dagli eco mostri: le bandiere No Tav, No Dal Molin, No Mose».

A metà corteo spunta Carlo Biasi, consigliere comunale dei Verdi, contrario all'inceneritore: «Io sto con la posizione dei Verdi nazionali, che segue anche il consigliere provinciale Roberto Bombarda. Nel nostro partito non tutti abbiamo la stessa idea». Parole che vanno dritte alle orecchie dell'assessore Pompermaier e del deputato Marco Boato.

 

Corriere del Trentino, 16 dicembre 2006

 

 

 

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