L’opinione

Fondazione Museo storico, decisione senza confronto

 

Vorrei richiamare la vostra attenzione e quella dell’opinione pubblica trentina su un tema - l’istituzione della “Fondazione Museo storico del Trentino” - che tornerà d’attualità la prossima settimana con la discussione della legge finanziaria provinciale (ddl 198). In questa sede più che soffermarmi sul merito della questione, vorrei avanzare alcune osservazioni critiche sulle modalità con cui la giunta provinciale di Trento ha promosso la costituzione di questa nuova fondazione.

Come ricorderete la proposta di trasformazione del “Museo storico in Trento” - associazione culturale onlus - nella fondazione denominata “Museo storico del Trentino” è contenuta nel disegno di legge nº 118 (Disciplina delle attività culturali), depositato dall’assessore provinciale Margherita Cogo il 20 giugno 2005 e non ancora discusso dalla Quinta Commissione permanente del Consiglio Provinciale. Ora l’apposito articolo (nº 26) del disegno di legge Cogo è stato inserito pressoché identico nella legge finanziaria (articolo 11, comma 7). L’unica modifica sostanziale riguarda l’indicazione delle risorse finanziarie - 150.000 euro - conferite dalla Provincia per il fondo di dotazione della fondazione.

La domanda che sorge spontanea è questa: perché estrapolare l’istituzione della fondazione dallo specifico - per quanto inadeguato - disegno di legge sulla disciplina delle attività culturali ed inserirla nel calderone della finanziaria? Forse per evitare i rischi di una bocciatura del ddl 118, come più volte minacciato dalle forze della minoranza in Consiglio provinciale o forse per evitare il confronto con quegli studiosi o quelle istituzioni culturali che sul tema hanno espresso riserve e perplessità? L’inserimento del provvedimento all’interno della legge finanziaria - ed è la cosa più grave - avviene senza che ci sia stata un’audizione da parte della Seconda Commissione permanente di coloro che si occupano - anche ai massimi livelli - di ricerca storica in Trentino. Cito solo tre esempi: il Centro per gli Studi storici italo-germanici dell’Itc, l’Accademia Roveretana degli Agiati, la Società di Studi Trentini di Scienze Storiche. Nessuno dei responsabili di queste tre importanti istituzioni è stato consultato in merito alla costituzione della fondazione “Museo storico del Trentino”, come mi hanno confermato ieri pomeriggio il professor Rusconi, il professor Caffieri e la professoressa Garbari.

Dopo questa mia denuncia auspico che il Consiglio provinciale voglia stralciare dalla finanziaria il comma 7 dell’articolo 11 e mi auguro che su questo importante tema culturale il presidente Dellai voglia riaprire un dibattito con la società civile trentina.

 

Salvatore Ferrari,

storico dell’arte e vicepresidente della sezione trentina di Italia Nostra onlus

Trentino, 18 dicembre 2006

 

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