Gli ambiti incenerimenti

Fantapolitica nella terra dell’Autonomia?

 

Da alcuni mesi sono in corso a Roma frenetiche trattative, con conseguenti trasversali pressioni, per il mantenimento della vergognosa truffa dei sussidi (Cip6 e certificati verdi) all'incenerimento dei rifiuti: un lusso per pochi, uno spreco per troppi, solo e tipicamente nostrano nel panorama europeo.

Ne è l'ultimo esempio il testo, in fase di "perfezionamento" al Senato che sembrava aver trovato il consenso della maggioranza, in cui pareva si fosse convenuto che i generosi finanziamenti all'incenerimento tramite Cip6 sarebbero stati mantenuti relativamente ai soli impianti costruiti alla data del 31 dicembre 2006.

Sembra invece stia bastando il classico "colpo di parola" all'italiana, e si voglia sostituire quel "costruiti" con "approvati". Più o meno la stessa truffa in zona Cesarini di 14 anni fa con la quale venne considerata rinnovabile l'energia ottenibile dalla combustione dei rifiuti, con ciò "assimilandola" a quella ricavabile dalle fonti realmente rinnovabili. Rubando così più di trenta miliardi di euro dalle tasche degli italiani.

Queste agitazioni, trattative e pressioni vedono al banco dei commensali, tra gli altri, Federambiente; è da annotare che delle sue centinaia di aziende associate, solo poche, ma le più potenti, sono interessate all'incenerimento dei rifiuti. In un suo comunicato stampa dello scorso 14 dicembre, paventando "tasse più alte e ritorno alla discarica", dipinge il confronto in corso al Senato come “il frutto d’una pratica guerrigliera anziché espressione d’una visione strategica d’interesse nazionale”; e più avanti:“la riduzione degli incentivi alla produzione d’energia dai rifiuti per gli impianti esistenti e la cancellazione di tali contributi agli impianti futuri avrà come risultato il danno e la beffa per i cittadini e per l’ambiente…”;e ancora: “auspichiamo un ravvedimento operoso del governo e del Parlamento per dare al comparto dei rifiuti un assetto legislativo finalmente stabile e al riparo da imboscate e da incursioni che allontanano la pianificazione e la buona gestione economica e ambientale e mettono sempre più incertezza alle imprese serie del settore."

Assistiamo, invece, all’ennesima reprimenda del buon padre di famiglia, solo perché abbonato agli introiti pro domo sua, intesa soltanto ad accudire alcuni dei suoi associati che, da più di un decennio, incassano ingiustamente denaro sottratto alla collettività. Mentre le “generose” e derubate centinaia di migliaia di cittadini critici e contrari a tale imbroglio e furto (dai conseguenti scempi ambientali) sono raffigurate come coloro che “allontanano la pianificazione e la buona gestione economica e ambientale e mettonosempre più incertezza alle imprese serie del settore”. (sic)

Perfino, e paradossalmente, i prodighi gestori del bene privato lamentano la mancanza di "confronto" e lo “svilimento del persorso dell’annunciato decreto Bersani" sull'energia, dimenticando che l'Italia non dispone ancora di un Piano energetico nazionale. E i garibaldini censori di Federambiente non possono che beneficiare di tanta approssimazione e di tanti privilegi.

A proposito dello scambio di parola, "costruiti" anziché "approvati", fantasticando un po', viene in mente la successione delle recenti dichiarazioni dell'assessore Grisenti e del sindaco Pacher.

Lo scorso 5 dicembre, il primo affermò che sono necessari due anni per i lavori di bonifica della discarica di Ischia Podetti, aggiungendo: «Abbiamo sempre detto che dopo la bonifica si può cominciare a realizzare l’impianto». Mentre il Sindaco, 9 giorni dopo, afferma invece che "il bando per la costruzione dell’impianto arriverà a inizio 2007, il Comune (a cui la Provincia ha trasferito la competenza) ci sta lavorando. Un anno - queste le previsioni - per affidare i lavori, realisticamente l’impianto potrebbe entrare in funzione nel 2010."

È lecito chiedersi se queste congerie sulle date e sulla fretta di far partire l'inquinante, inutile e ambita macchina non siano da considerare anche alla luce delle beghe e delle disposizioni in discussione a Roma. Delle quali, per quanto belli e "autonomi", fanno sempre gola i generosi incentivi del Cip6; ovvero, si faccia presto, si autorizzi anche l'impossibile, prima che i generosi rubinetti siano chiusi per sempre.

È allora ipotizzabile che Grisenti sia stato un po' precipitoso e che Pacher abbia dovuto aggiornare, altrettanto affrettatamente, l'agenda?

 

Adriano Rizzoli

 

PS

Rispetto alle frenetiche trattative in Senato, anche l’assessore Gilmozzi potrebbe rivedere il suo pensiero sulla provenienza e sulla destinazione dei nazionali sussidi pro incenerimento, rispetto a quanto dichiarò lo scorso 23 maggio: «Lo Stato non ha mai finanziato, in Trentino, impianti di questo tipo. I soldi ce li mettiamo noi…».

 

 

 

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