Nota di Nimby trentino

 

A proposito di serenità, alcuni spunti di riflessione sull'ultima pagina dell'ultimo numero della rivista della Provincia "Il Trentino", dal capitolo "Il Trentino fra trent'anni alcuni esercizi di futurologia utopica":

"Fra trent'anni "Benessere" sarà la parola d'ordine.

Rileggendo il passato, il turismo si orienterà sempre di più al wellness. Piscine, centri termali, ma anche tanta natura e tanto sport all'aria aperta.

La gente vivrà più a lungo e si prenderà sempre più cura di se stessa.

Il riciclaggio dei rifiuti sarà un'abitudine normale, e l'inceneritore si avvierà alla chiusura."

 

 

Lettera a Dellai

Dacci serenità, faremo più figli

 

Ci voleva proprio, una stella cometa o quanto meno un Re Magio che rendesse osanna alla natività e ai bambinelli nascituri in questo strano Natale tutto all’insegna dei mercati, mercatini, paccottiglie, e del dibattere non solo sulla morte ed il morire, ma anche sull’obsolescenza della famiglia che c’era e non c’è più. Ci ha pensato Dellai, indicando, come si conviene a un presidente, le nuove frontiere che attendono il Trentino e la sua popolazione, che se continua così, tra meno di trent’anni, gli studi demografici dicono che sarà fifty-fifty con gli extracomunitari. “Trentini, sotto a far figli, un buon venti per cento in più in 10 anni” Il new deal dellaiano ha infervorato immediatamente le pie voci sempre pronte a entusiasmarsi e spendersi per la famiglia, coloro per i quali i cambiamenti sociali non esistono, poco contando i dati sui matrimoni in calo e le separazioni in crescita: essi continuano a rivendicare una unica, inossidabile, definizione di famiglia, e per essa, contro il pericolo alle porte delle coppie gay, si apprestano a preparare piattaforme di garanzie e sostegni.

Bah, convincere però le coppie a darsi a un sesso riproduttivo e non solo per sollazzo, lanciare un programma di sviluppo demografico non è piccola cosa: non basta qualche contributo, come per il melo od il vitigno, per far fiorire tanti pancioni coi bambini.

Insomma, io non credo che sia una semplice faccenda di reddito o di asili nido: la meta proposta, invertire un trend sociale, o è un inno alla gioia e riguarda nuovi orizzonti complessivi per tutta la comunità, oppure rimarrà solo uno delle tante nobili istanze di Dellai, come l’etica, ricordate? O la tenerezza? La natività è una buona sintesi in crescere, considerato che il Trentino non è propriamente la valle dell’Eden, quella di Adamo ed Eva, e Dellai molto può, ma non è Dio-creatore.

Ebbene io credo che la risorsa, forse non unica, ma necessaria per progettare di mettere al mondo più figli, dentro o fuori la famiglia tradizionale, sia la serenità di vita.

La serenità di vita non è una dimensione economica, ma qualcosa di diverso: è un mix tra ritmi personali e la fiduciosa sensazione di convivere in un ambiente sano e in una comunità accogliente e “buona”. Se tutto questo non lievita, ben difficilmente lieviteranno le nascite.

Oggi l’ambiente, sia nelle città che nelle valli, promette assai poco di buono, e i rapporti tra le persone si sono di molto incattiviti, l’aggressività esistente nelle relazioni è altissima, lo stress è diffuso e si alterna con sentimenti di depressione e frustrazione.

Non voglio sembrare di usare a sproposito i tanti temi ambientali, ma sono convinto che la sensazione di vivere in un clima eco-ammalato induce assai più pessimismo di quanto crediate: vivere immersi nelle PM10, le polveri sottili cancerogene che intaccano la pleura con il mesotelioma, e registrare che le autorità sorvolano e si inchinano all’assurdità di un traffico mercantile spropositato, non genera fiducia nel futuro.

Vedere che nulla si continua a fare per le metropolitane necessarie, e ancora si programmano parcheggi al limitare della città e non a 10 km, non genera fiducia nel futuro. Leggere che a comandare sono gli immobiliaristi e ci si appresta ad aumentare i volumi costruibili nelle ultime aree che in città potrebbero essere parchi verdi, non genera fiducia nel futuro. Sapere che a sud viene ampliato un impossibile aereoporto e a nord si innalzeranno i fumi dell’inceneritore, non genera fiducia nel futuro. Servirsi dell’acqua e mischiarla con la chimica per sparare neve, tosare le montagne, asfaltare il Bondone, gonfiare il turismo invernale mentre i ghiacciai fan sciopero, intasare le strade con 100 km di auto, fare sviluppo e soldi in questo modo, non genera fiducia nel futuro. E, per quanto riguarda le relazioni sociali, inneggiare ad ogni piè sospinto alla competitività, non genera serenità. Scatenare pazzesche differenze di reddito con consulenze e stipendi che moltiplicano per cinque, per dieci, per trenta i compensi di base degli onesti funzionari, assegnare gettoni di presenza di 200-500 euro a riunione; premiare la semplice responsabilità di incarico come se in ballo ci fossero capacità manageriali “niuiorchesi”; offrire premi di decine di migliaia di euro solo perché si sta sotto di poco agli obiettivi, nemmeno se li si superano: tutto ciò genera frustrazione e aggressività, non serenità. Favorire l’imprenditorialità del contributo, la possibilità di riempire le casse con un mese di commercio, trasformare la città in grande zona franca, in stupido bazar, genuflettersi costantemente perché così il turismo “tira”, beh, riempie allegramente le casse di qualcuno, induce chi è più lento a mettersi lui pure a correre e concorrere per non essere travolto: amplierà anche i futuri bilanci della Provincia, ma, caro Dellai, scordati che questo sia il clima in cui le donne innanzitutto, le famiglie, le coppie di fatto, possano trovare la serenità per programmare più figli.

I figli non si fanno in un mondo che sprona alla corsa, i figli hanno bisogno di serenità. Quindi, ben venga il new deal: ma crederci, crederci veramente, altrimenti rimarrà solo come ricordo di altra paccottiglia di Natale.

 

Giuseppe Raspadori

Trentino, 20 dicembre 2006

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