Martignano, va a fuoco la sede Nimby

Fiamme partite da un trasformatore nell’ufficio di Adriano Rizzoli

Danni per 25 mila euro, distrutta la documentazione del movimento anti-inceneritore

 

TRENTO. La sede di Nimby, il movimento contro l’inceneritore, è andata a fuoco. Sembrerebbe una battuta, ma non c’è nulla da scherzare: l’incendio si è sviluppato ieri poco dopo le 21, innescato probabilmente da un’apparecchiatura elettrica e ha provocato danni per varie migliaia di euro.

Martignano, via dei Castori 55, una casa unifamiliare: sotto c’è lo studio con i documenti del movimento, sopra c’è la casa di Adriano Rizzoli, l’anima di Nimby, che ha terminato il suo lavoro di geometra e (in quel momento solo in casa) sta preparando la cena in cucina.

Nell’appartamento si diffonde l’odore di fumo. Rizzoli cerca di capire che cosa succede, individua l’origine del fumo nel passaggio dei fili del telefono che salgono dal piano inferiore. All’improvviso scattano gli interruttori di emergenza. Scende le scale di corsa, apre la porta del suo studio di geometra (diviso a metà con l’attività di Nimbry) e viene investito da una nuvola di fumo denso e irrespirabile.
Più tardi racconterà cos’è accaduto con la gola ancora infiammata: «Ho provato a spegnere il fuoco, ma era impossibile. Così ho chiamato i pompieri e poi sono tornato con un estintore da automobile per cercare di limitare i danni». Alla fine i danni sono impegnativi (una prima stima dei vigili del fuoco intervenuti sul posto parlava di 25 mila euro), ma l’attività del movimento non è pregiudicata: «Abbiamo i documenti anche in altre sedi. Non ci sono quindi danni irreparabili» spiega Rizzoli.

Sulle cause dell’incendio si pronunceranno i vigili del fuoco intervenuti ieri sul posto (una squadra di permanenti da Trento e una squadra di volontari da Cognola) ma lo stesso Rizzoli esclude che si sia trattato di un attentato, di un gesto intimidatorio o comunque di un incendio doloso: «I pompieri mi hanno indicato il luogo da cui è partito l’incendio e potrebbe essere stato il surriscaldamento di un’apparecchiatura elettrica».
In serata Adriano Rizzoli ha comunque fatto rientro nella sua abitazione: nonostante i danni all’interno dello studio l’incendio non ha lesionato le strutture dell’abitazione. Si tratterà quindi solo di rimettere in sesto le finiture dei locali e rimediare alla distruzione dei documenti bruciati.

Lui non si perde d’animo e - confortato da alcuni attivisti del movimento, giunti sul posto poco dopo l’incendio - commenta l’accaduto con una battuta: «Sempre avanti e mai passione».

 

Trentino, 6 gennaio 2007

 

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