L'incendio della casa di via dei Castori forse è partito da un computer
Brucia la sede di Nimby

Rizzoli: «C'era tutto il nostro archivio»

 

In un angolo del giardino c'è un groviglio di plastica: quello che resta del cervellone di Nimby. Documenti, corrispondenza, incartamenti di quattro anni di lavoro andatiin fumo per cause tutte ancora da chiarire.

Erano le 20.45 di ieri sera quando Adriano Rizzoli, il responsabile di Nimby, l'associazione ambientalista che da anni si batte contro la realizzazione dell'inceneritore, si è accorto che dentro lo studio della casa al piano terra di via dei Castori a Martignano era scoppiato un incendio. Ha subito avvertito i vigili del fuoco che, pur arrivando subito, non sono riusciti a salvare dalle fiamme il computer (da cui forse è partito l'incendio) e il suo prezioso contenuto.

«L'avevo spento da nemmeno un'ora - dice Rizzoli - Ero salito in casa per preparare la cena. Ad un certo punto è saltata la corrente e ho sentito odore. Pensavo fosse il frigo o lo stereo, poi ho visto salire del fumo dal tubetto per il collegamento telefonico e mi sono precipitato di sotto». Il danno materiale è ancora tutto da stimare, ma è probabile che una parte del materiale raccolto in questi anni di battaglie ambientaliste sia andato perso.

Rizzoli, comunque, non si abbatte. «In qualche modo faremo. La maggior parte della documentazione è stata salvata anche su cd e in altri computer. Ho perso soltanto il lavoro dell'ultima settimana». A consolare Rizzoli sono subito giunti altri attivisti di Nimby, tra cui Simonetta Gabrielli e Franco Faes. «Che disastro - commenta Gabrielli - Qui c'erano tutti i contatti, le corrispondenze con il resto d'Italia. Domani vedremo se qualcosa si riesce a recuperare, magari affidando quel che resta del computer a tecnici». «Di sicuro - dicono i promotori di Nimby - questo infortunio non fermerà la nostra lotta, anzi».

D.B.

 

l'Adige, 6 gennaio 2007

 

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