Incontro a Rivalta tra Comuni e Anci per dire no al progetto del Corridoio 1

Valdadige contro l’Alta Velocità

Alla tavola rotonda di lunedì ci saranno anche Provincia e Rfi:

i sindaci spiegheranno i motivi per cui si oppongono alla nuova ferrovia

 

Brentino Belluno. Un summit per ribadire un allarmato e assoluto no ai supertreni in Valdadige. Lunedì, sollecitata dal sindaco Virgilio Asileppi, la Consulta trasporti e viabilità dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), delegazione del Veneto, si riunisce a Rivalta per affrontare sul posto il problema dell’Alta velocità – Corridoio 1 che l’attuale progetto della Rete ferroviaria italiana (Rfi) prevede passi in superficie, con un impatto giudicato devastante a livello economico, ambientale, sociale, storico e culturale.

L’incontro è stato fissato per le 10 alla Cantina Valdadige. Ci sarà il presidente della Consulta Anci Claudio Melotti, sono stati invitati il presidente della Provincia Elio Mosele, neo eletto presidente della Comunità di azione della Ferrovia del Brennero, tutti gli assessori regionali veronesi, quelli provinciali Luca Coletto e Alberto Martelletto, Stefano Zaninelli rappresentante del Cda della Rfi, il sindaci dei Comuni interessati cioè, oltre a Brentino Belluno, Caprino, Dolcé, Rivoli, Sant’Ambrogio e Pescantina.

Dopo le comunicazioni di Melotti si entrerà nel vivo di un problema che sta sollevando allarme generale e che ha già schierato sul fronte anti-Alta velocità la Comunità montana del Baldo, il gruppo culturale El Casteleto di Dolcé, dove pure la Lega Nord ha preso posizione facendosi portavoce dei timori della gente.

Intanto Asileppi ribadisce: «La popolazione è in forte agitazione, si teme il danno economico che l’Alta velocità provocherebbe distruggendo almeno cento ettari di vigneti destinato a produzione doc», attacca. «È poi cruciale il problema dell’impatto ambientale», continua, «la Valdadige è martoriata da autostrada e ferrovia del Brennero, provinciale 11, statale 12, accanto all’Adige corre il canale Biffis, in aria passano otto linee dell’alta tensione senza considerare quelle di media e bassa tensione e infine siamo attraversati dal metanodotto, che affiora qua e là. Ci sembra più che sufficiente».

Queste le premesse che hanno indotto gli amministratori a fare appello alla Consulta Anci: «Ci aspettiamo che questo organismo prenda in seria considerazione il problema, che discuta la fattibilità dell’opera mettendo in evidenza la disparità di progettazione tra la nostra Regione e la Provincia autonoma di Trento, dove questo tracciato passa in galleria e non in superficie». E chiude: «Contiamo che faccia sentire la sua forza a livello politico provinciale, regionale e statale. Se la Tav divenisse realtà la nostra valle sarebbe trasformata in una zona invivibile».

 

Barbara Bertasi

Arena, 22 gennaio 2007


 

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