Incontro con gli ambientalisti, l’opera viene definita “devastante”

“Eurotunnel, bloccheremo il cantiere”

I residente della Val di Vizze accusano: non c’è trasparenza sul progetto

 

Bolzano. “Occuperemo la strada che porta al cantiere”: proposte estreme, nel corso dell’assemblea di protesta contro l’Eurotunnel in Val di Vizze. Una tavola rotonda con gli esponenti dei Verdi alla quale hanno partecipato 250 persone allarmate per il futuro della valle.

Il clima era rovente, venerdì sera nella casa comunitaria di Prati di Vizze. A pochi giorni dal sopralluogo di alcuni rappresentanti dei Verdi sull’area in cui sorgerà il cantiere per la realizzazione del portale di accesso all’Eurotunnel in località Tulves, e in attesa del ministro Di Pietro (giovedì al congresso dei geologi), ben 250 persone si sono date appuntamento con altri esponenti degli ambientalisti per discutere del megaprogetto. “Inutile”, “devastante”, “violenta”: sono alcuni degli aggettivi utilizzati per l’opera che con molta probabilità inizierà a diventare realtà nella prossima primavera.

Al tavolo dei relatori, moderati dal portavoce del “Transinitiative”, Markus Lobis, l’europarlamentare Sepp Kusstascher, i consiglieri provinciali Hanz Heiss e Christina Kury e il dirigente del gruppo ambientalista locale Willi Seppi. Hanno parlato del progetto, cercato di spiegare cosa accadrà alla valle, commentato quella che non hanno esitato a definire “un’opera inutile”.

I cittadini dell’Alta Valle Inarco hanno assorbito tutto, avidi di quelle informazioni che proprio a loro pare non siano mai state fornite. “Nessuno ci dice nulla, i responsabili non ci spiegano quali sono i piani, e non ci informano neppure sulla data di inizio dei lavori. La situazione qui è peggio di quella in Val di Susa. Lì, almeno, i sindaci parlano con la cittadinanza. Dobbiamo fare qualcosa per evitare che deturpino la nostra valle, e non sappiamo che cosa. Abbiamo redatto un protocollo in cui esprimiamo il nostro dissenso e lanciato una campagna di raccolta firme, ma potrebbe non essere abbastanza. Se non riusciamo con le buone, vuol dire che scenderemo in strada e bloccheremo l’arrivo dei mezzi al cantiere”. Perché la paura di vedere una gran parte della Val di Vizze spazzata via dal cemento è superata solo dal timore che alla fine, poi, il tunnel non verrà mai realizzato: poco sopra l’abitato di Prati diverse centinaia di metri quadrati di prato e boschi verranno spianate su un unico livello per far posto ad un eliporto, ai posteggi per le ambulanze e, durante i lavori, ai container per gli alloggi degli operai. Più a sud verrà realizzato un megadeposito di inerti, che verranno trasportati da lunghe file di camion che passeranno lungo l’asse principale del paese. “Tutto questo, con molta probabilità, inutilmente”, ha spiegato nel suo intervento l’europarlamentare Sepp Kusstascher, “La Comunità europea ha a disposizione solo un miliardo di euro per una ventina di progetti nell’ambito del Trans European Network. Sono davvero pochi soldi e non credo che verranno mai stanziati per il tunnel di base del Brennero, perché non fa parte delle priorità: l’Europa punta sui collegamenti da est a ovest, non certo da sud a nord”. E per rincarare la dose, l’europarlamentare ha spiegato che la Comunità europea concederà un supporto economico pari al venti per cento dei costi totali solo se Italia e Austria garantiranno il finanziamento. “E questo non è possibile”, è intervenuto il consigliere Hans Heiss, “il presidente Prodi è stato chiaro: bilanci alla mano, per i prossimi anni il nostro paese farà davvero difficoltà a finanziare opere di tali dimensioni”.

 

Luca Masiello

Alto Adige, 21 gennaio 2007

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