Nota di Nimby trentino

 

Inviato a tutte le testate giornalistiche italiane, a tutti i comuni dei capoluoghi di provincia e a circa 2.000 indirizzi email.

 

Cortese Redazione.

Numerosi mesi fa il Coordinamento dei Comitati dei Medici del Comprensorio di Civitavecchia per l'Ambiente e la Salute ha inviato a tutti i soggetti interessati nel campo automobilistico i dati della Commissione Europea sulle cause, in Europa, dell'emissione nell'aria delle polveri fini (European Commission: Airborne particles and their health effects in Europe. Brussels, ENV.C1/AZr March (2003). TNO, 1997, Particulate Matter Emissions (PM 10, PM 2.5, PM 0.1) in Europe in 1990 and 1993, TNO Report No TNO-MER-R96/472, The Netherlands).

I dati per il PM 10 erano i seguenti:

- traffico stradale 28 %;

- centrali elettriche 24 %;

- industrie 14 %;

- agricoltura 13 %;

- altre forme di trasporto 11 %.

 

Questa nostra sensibilizzazione ha contribuito a spingere la varie società ed associazioni contattate ad effettuare uno studio su questo argomento, sotto il patrocinio dell'ACI, basato su dati estremamente obiettivi forniti dall'Agenzia per la Protezione Ambientale e dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di varie regioni italiane.

I risultati di questo studio hanno confermato i dati medi europei, vale a dire che solo una percentuale inferiore al 30 % delle polveri rilevate nelle città italiane viene prodotta dal traffico stradale.

La produzione di energia, le industrie ed i tanto reclamizzati termovalorizzatori (INCENERITORI) sono responsabili della emissione nell'aria di una quota di polveri fini superiore a quella prodotta dal traffico. Queste ultime contribuiscono all’inquinamento delle città dopo essere state trasportate dal vento per centinaia e centinaia di chilometri.

L'interpretazione dei risultati dello studio è veramente semplice. Infatti è sufficiente osservare come spesso i livelli delle polveri fini siano rimasti alti anche dopo numerosi giorni di blocco totale del traffico e, viceversa, si riducessero anche senza interventi di limitazione del traffico ed in assenza di condizioni meteorologiche favorenti la dispersione degli inquinanti.

L'ovvia conseguenza è che tutte le iniziative volte alla limitazione del traffico per abbassare i livelli delle polveri sono e saranno sempre insufficienti al fine del controllo dell'inquinamento.

Il governo DEVE ESSERE LEALE nei confronti dei cittadini e non continuare una giusta lotta contro il traffico da una parte, mentre dall'altra vuole utilizzare il carbone che immette nell'aria tonnellate e tonnellate di polveri di diametro inferiore ai 2.5 micron, le più tossiche.

Un esempio lampante è Roma.

A Civitavecchia, appena 50 km in linea d'aria dalla capitale, città con alti livelli di inquinamento che costringono a continue limitazioni del traffico, sia il governo precedente che quello attuale hanno rispettivamente autorizzato e permesso la costruzione di una centrale a carbone da 2.000 MV la cui attività, secondo il documento governativo di approvazione (V.I.A.), porterà all'emissione nell'atmosfera di 8.400.000 milioni di metri cubi di fumi, 17 ore al giorno per 6.000 ore l'anno.

Lo stesso concetto vale per la combustione del metano, anch'essa infatti produce innegabilmente tonnellate di polveri fini che contribuiscono, tramite il trasporto a distanza, all'inquinamento delle città.

Il governo DEVE porre un freno alla volontà di costruire centrali a gas in modo indiscriminato senza tener conto di alcun piano energetico regionale.

Piccole centrali a gas con alto rendimento là dove REALMENTE servono, secondo onesti piani energetici regionali. Solo in questo modo si dimostrerebbe un vero ed imprescindibile rispetto per le popolazioni.

La sanità è sempre in deficit per il prezzo elevato dell'assistenza sanitaria. Ogni giorno di ricovero in ospedale costa centinaia e centinaia di euro ed è ben noto nella letteratura medica il numero elevatissimo di ospedalizzazioni causate da malattie da inquinamento (Fine Particulate Air Pollution and Hospital Admission for Cardiovascular and Respiratory Diseases. JAMA, March 8, 2006—Vol 295, No. 10 1127).

La prevenzione dell'emissione nell'aria di inquinanti porterebbe un guadagno reale a tutta la società sia in termini di salute che in termini economici.

Il governo e le aziende del settore energetico non hanno ormai più scelta e devono guardare allo sviluppo delle energie rinnovabili come ad una grande, irrinunciabile, possibilità di reale ripresa economica per il nostro paese.

Dr. Giovanni Ghirga

Portavoce

Coordinamento dei Comitati dei Medici del Comprensorio di Civitavecchia per l’Ambiente e la Salute

 

 

Leggi lo studio patrocinato dall'Aci - PDF 793kb

 

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci