Aeroporto, in 200 sfilano per il referendum

Gli ecologisti fanno fronte comune. Il Dachverband: da marzo raccolta firme

 

BOLZANO - Con un pizzico di autoironia, la carrellata di diapositive proiettate in piazza del Grano si conclude con l'immagine di Don Chisciotte. Ma i circa duecento ambientalisti scesi in piazza ieri a Bolzano non hanno alcuna voglia di considerare persa in partenza la battaglia contro l'ampliamento dell'aeroporto: l'arma scelta al posto della lancia dell'eroe di Cervantes, è il referendum. «A marzo partiamo con la raccolta di firme » annuncia dal palco Roman Zanon del Dachverband.

IL RITROVO - «Forse c'entra la base Usa di Vicenza...». Verso le 17.30 i turisti ai tavolini del bar Theiner scrutano curiosi i manifestanti che a piccoli gruppi arrivano a ponte Talvera. Dopo qualche minuto, con puntualità sudtirolese, il corteo si mette in marcia.

Ci sono i rappresentanti di quasi tutte le associazioni ecologiste locali, dal Dachverband al Comitato ambiente & salute. Ci sono quelli del Quincho Barrilete e il gruppo «Iniziativa per più democrazia» con Stephan Lausch. A livello politico, dominano i Verdi con Hans Heiss, Riccardo dello Sbarba, Cristina Kury, Franco Bernard, Raffaela Vanzetta, Wally Rungger, Patrizia Trincanato , Georg Schedereit. C'è Rudy Benedikter con Verena Mumelter. Si fa vedere un gruppo di Rifondazione: Fabio Visentin, Nello Ferremi, Annamaria Molin. I Ds non ci sono, ma sfila l'ex assessore indipendente Giuliano Gobbetti. Non c'è la destra italiana, al contrario di quella tedesca: la rappresenta Andreas Pöder dell'Union, e fa un certo effetto vederlo assieme a tanti interetnici.

Ci sono tutti quelli che ci dovevano essere, insomma. ma la partecipazione dei non addetti ai lavori è scarsa: non solo i turisti, ma anche molti bolzanini scrutano il corteo senza capire bene di cosa si tratti. Volendo tentare un giudizio: la manifestazione riesce (a Bolzano è sempre difficile portare gente in piazza) ma non sfonda. «Il prossimo passo è aumentare il coinvolgimento della popolazione» ragiona Dello Sbarba.

IL « SERPENTONE » - Polizia e carabinieri fanno da angeli custodi, ma basterebbero un paio di vigili a sorvegliare il traffico: l'atmosfera è più che tranquilla. La marcia verso piazza del Grano è silenziosa: niente slogan, né fischietti o tamburi. A illustrare la protesta, solo qualche striscione. Il più grande, in testa al corteo, è del gruppo di Laives: «La popolazione va rispettata, non sorvolata». Altri cartelli inneggiano al referendum: «Aeroporto, decidiamo tutti». Qualcuno vira verso toni quasi poetici: «Volare, sì, ma senza motore». E gli appassionati di ultraleggeri possono stare tranquilli.

I DISCORSI - Il corteo si conclude con un breve comizio collettivo in piazza. Thomas Brachetti, leader del gruppo che si batte per Ischia Frizzi, invita la gente a mobilitarsi: «Dobbiamo uscire dalla passività».

Poi tocca a Claudio Vedovelli, medico ambientalista, riassumere i rischi per la salute legati a un aumento dell'inquinamento. Sul palco sale quindi Roman Zanon del Dachverband, che annuncia per l'8 marzo l'avvio ufficiale della raccolta di firme a sostegno del referendum. «L'aeroporto è una stupidità dal punto di vista economico - attacca -, e ampliarlo è una stupidità ancora più grande». Applausi. Dopo gli interventi di Bernard e Pöder, i cittadini vengono invitati a dire la loro. Si fa avanti Bruno Martello, ex operaio in pensione: «Quando staccavo dal turno e andavo a casa a dormire, in via Bari, mi svegliava sempre il rumore dell'aereo di Innsbruck. Non voglio che aumentino i voli sopra le nostre case». Si prende lui l'applauso più forte: non serve la mediazione del dottor Falck per spiegare le sue semplici parole.

 

Francesco Clementi

Corriere dell’Alto Adige, 17 febbraio 2007

 

 

La replica

Frick: « Non possiamo isolarci dal mondo »

L'assessore: «Sbagliato sottovalutare la protesta, ma lo scalo è indispensabile»

 

BOLZANO - Anche se la mobilitazione contro l'ampliamento dell'aeroporto non è certamente oceanica non è affatto il caso di sottovalutarla. Anzi non prendere sul serio il malcontento popolare sarebbe un grave errore. La pensa così Werner Frick, assessore alle Finanze e alle attività economiche che ci tiene a sottolineare l'importanza del processo di mediazione avviato dalla giunta provinciale. «Posso capire che i cittadini chiedano informazione e coinvolgimento specialmente quando in gioco c'è la realizzazione di nuove infrastrutture. La giunta provinciale - spiega l'assessore - ha quindi scelto la strada della mediazione: un nuovo modo di fare basato sul massimo coinvolgimento dei cittadini e la massima apertura nei confronti delle loro richieste».

Nonostante qualche incertezza in fase di avvio, l'assessore Frick è convinto che il processo di mediazione gestito dall'austriaco Gerhard Falck darà i suoi frutti. «Le perplessità e le paure dei cittadini vanno prese molto sul serio ma - spiega - sono anche convinto che gli oppositori dell'ampliamento dell'aeroporto comprenderanno che il termine ampliamento significa soprattutto adeguamento alle normative e rafforzamento della sicurezza dello scalo. Naturalmente - prosegue Frick - non possiamo certo sottovalutare i costi , sia economici che ambientali, di una struttura come l'Abd ma dobbiamo anche saperli rapportare ai benefici che, ne sono convinto, sono molto maggiori». Le ragioni che spingono Frick a sostenere l'ampliamento dell'aeroporto non sono solamente economiche ma anche culturali: «Rimanere isolati significa non avere futuro né a livello culturale né a livello economico. Anzi - conclude Frick - dobbiamo aprirci al mondo e migliorare i collegamenti con gli altri territori».

 

M. An.

 

 

 

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci