«Il cellulare rende sterili e impotenti»

L'allarme del dottor Giglio: sono disturbi in aumento

 

«Regalando ai nostri figli un telefono cellulare - assicura Vincenzo Giglio, urologo dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari - condanniamo inconsciamente alla sterilità e o all'impotenza quasi il 40% di loro».

Soprattutto i più piccoli (in Italia, il 30% dei bambini fra i 5 ed i 13 anni possiede un telefonino e si arriva al 90% fra i 14 ed i 18), i cui sistemi immunitari non sono in grado di sopportare i pesanti effetti dei campi elettromagnetici. L'80% dei ragazzi lo usa per 3 ore al giorno ed il 78% dichiara di tenerlo accesso anche a scuola.

Ricordano un po' i «danni collaterali» del presidente Bush che invade l'Iraq: «Ho i capelli bianchi - sorride il medico - e una volta vedevo cinque o sei casi di sterilità l'anno fra i giovani, adesso sono cinque-sei la settimana. Cellulari e computer non saranno l'unica causa, ma…».

Una delle ultime «vittime» è di un ragazzo di nemmeno trent'anni condannato a non avere più un orgasmo in vita sua.

Lo scorso settembre, il consigliere comunale margheritino Renato Tomasi aveva fatto approvare a larghissima maggioranza una mozione che impegnava l'amministrazione a promuovere iniziative di sensibilizzazione per un uso più consapevole del telefonino. «Non sono un marziano - ammette - e so che non è facile spiegare ai figli di utilizzarlo in modo più corretto. Per questo sono convinto che serva discuterne e parlarne, ma sto ancora aspettando che il Comune rispetti l'impegno della mozione: finora non ha fatto niente».

Che il cellulare non sia uno strumento esattamente sano lo conferma anche un decreto legge del 1995 che sancisce, per ragioni di sicurezza, che nessuna parte del corpo (pertanto nemmeno le dita con cui lo tiene) deve trovarsi ad una distanza inferiore a 20 cm dall'antenna durante il funzionamento dell'apparato.

È curioso, però, che per un «errore materiale in fase di pubblicazione», del decreto 258 del 4 novembre 1995 sia finita in Gazzetta solo una pagina: l'altra (cioè metà del dispositivo) è «saltata». Potenza, forse, della lobby della telefonia mobile, che nella sola Italia ha un giro d'affari da oltre 25 miliardi di euro?

«Il telefonino è indiscutibilmente comodo - chiarisce Giglio - ma è inquinante e altamente nocivo per la salute umana». Il dottore snocciola dati, ricerche e studi: «Genera un campo elettromagnetico che è misurabile - insiste - e che danneggia le cellule». È il caso, ad esempio, del sistema immunitario dei bambini, troppo debole per sopportarli.

Ma è anche il caso dei spermatozoi e ovociti: «Il calore prodotto dall'impatto elettromagnetico, il cosiddetto effetto Joule - spiega Vincenzo Giglio - non viene avvertito dall'utilizzatore del telefonino dal momento che il 98% della cellula è acqua che ammortizza l'effetto termico».

Uno dei risultati è quello di «bruciare» le cellule germinali (nel corso di un esperimento, sono bastati 65 minuti fra due telefonini per cuocere un uovo), inducendo la sterilità: «Può succedere a chi tiene il telefonino in tasca o il computer portatile sulle ginocchia» conferma il medico. Ma anche i tumori ai testicoli, pelle ed al cervello sono in aumento: in un recente convegno ad Ischia, la relazione conclusiva riferisce di un rischio doppio di tumori al cervello fra chi usa il cellulare. Gli allarmi da parte degli studiosi sono sempre più frequenti.

 

Mattia Eccheli

l’Adige, 18 febbraio 2007

 

 

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