Il missionario:

«Sulle spese militari il centrosinistra molto peggio del governo Berlusconi.

In finanziaria 22 miliardi»

«Il vento di Vicenza ha fatto cadere Prodi»

Padre Zanotelli: inevitabile dopo la grande marcia contro la base Ederle

 

TRENTO. La voce di Alex Zanotelli giunge concitata, con un sottofondo confuso di rumori. Per una singolare coincidenza si trova davanti a Palazzo Madama per protestare contro i finanziamenti agli inceneritori proprio mentre il governo cade sulla mozione di politica estera. «D’Alema è stato stupido a caricare questo voto di un significato di vita o di morte. Se non l’avesse fatto la gestione dell’insuccesso sarebbe stata molto più facile, non è la prima volta che la maggioranza va sotto al Senato dall’inizio della legislatura». Con lui ci sono Simonetta Gabrielli e Adriano Rizzoli di Nimby, giunti a Roma da Trento anche per seguire l’iter del loro ricorso al Capo dello Stato contro il piano dei rifiuti della Provincia. Sulla vecchia Roma piove.

Zanotelli deve urlare per farsi capire: «Non sono stupito di quel che è accaduto. Vicenza era stato un segnale. Una manifestazione imponente, di massa, che naturalmente ha avuto la sua influenza sulle decisioni della sinistra radicale in parlamento. Oggi quel vasto mondo che si è schierato contro la base Nato si sente rafforzato nelle sue convinzioni. Prodi da Bucarest ha lanciato un editto: “Vicenza si farà lo stesso!”. Che modi sono? Prodi scenda per strada, parli con la gente. Deve essere più umile. Ma non solo lui, anche gli altri. L’umiltà, la capacità di ascolto, è venuta meno. Non capiscono che la gente non ne vuol sapere di una certa politica, che è delusa. Il ministro della guerra Martino l’altro giorno ha detto che nessun accordo formale era stato sottoscritto con gli Usa per l’ampliamento della Ederle, ma semplicemente era stato trovato l’accordo su un piano di fattibilità. Napolitano dice che in democrazia sono le istituzioni che decidono. Come fa a non tenere conto di quanto è avvenuto a Vicenza?».

Padre Zanotelli non c’era sabato, ma ha mandato un messaggio. «C’ero andato due settimane prima, la gente di là merita tutta la mia solidarietà». Nei giorni scorsi ha firmato l’appello di Franca Rame «Prodi ripensaci» per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, «per me l’Afghanistan è la stessa cosa dell’Irak, nessuna differenza, e temo che prossimamente toccherà all’Iran. Un’altra guerra. Adesso, caduto Prodi torna il Polo? Non ragiono così, Berlusconi è peggio, anzi Berlusconi non voglio sentirlo nominare, come prete e come missionario mi batto per la pace. Però il governo di centrosinistra sugli investimenti militari è molto peggio del centrodestra, perché ha aumentato del 13 per cento le spese, prevedendo nella finanziaria 22 miliardi di euro. Un’enormità. Più 4 miliardi di euro per i prossimi tre anni saranno inoltre investiti per la ricerca militare. E il sottosegretario Forcieri è andato a Wasghington per stringere un accordo per l’acquisto dei supermoderni jet di guerra, i F35 Strike Fighter, i migliori pare. Ognuno di questi rapaci costa 60 milioni di euro. L’Italia intende spendere 12 miliardi nei prossimi dieci anni per assicurarsi gli aerei migliori. Tutti questi investimenti non li aveva mica fatti il centrodestra. E da missionario non posso che oppormi. È una cosa che ripugna la coscienza umana. Mai nessun governo era arrivato a tanto».

E dei kamikaze della sinistra radicale, Turigliatto, Rossi, che pensa? «Non sto qui a parlare dei singoli». I suoi amici della Campania lo invitano a tornare tra loro, così riconsegna il cellulare alla Gabrielli. La pioggia s’è intensificata, e nel tiepido pomeriggio romano gli esponenti dei Nimby cercano faticosamente di far sentire la loro voce. «Bisogna portare la differenziata al 70-80 per cento». Presto, forse, il loro interlocutore sarà il Berlusconi III.

 

Concetto Vecchio

Trentino, 22 febbraio 2007

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