Bilancio della giunta Dellai

Tar, nuovo scontro Dellai - Borgonovo

Trasparenza: appello del difensore civico. Ricorsi cari, poche cause

 

TRENTO - Il Tar: una giustizia solo per pochi. Nell'ultimo anno i ricorsi sono stati solo 264, ancora meno del 2005 dove ammontavano a 382. Il problema: troppo cara. «Il cittadino per far ricorso alla giustizia amministrativa - ha commentato lo stesso avvocato Marco Dalla Fior della Camera degli avvocati amministrativi - deve pagare 500 euro ancora prima di aver aperto bocca». Non usa mezzi termini il legale che ha evidenziato con forza la fragilità del cittadino. E se la cause arretrate sono pressoché inesistenti - questo il dato positivo, sottolineato dallo stesso nuovo presidente Francesco Mariuzzo - è innegabile che molti cittadini rinunciano a ricorrere facendo un banale calcolo tra costi e benefici.

Questo il dato. Ma ieri l'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar è stata movimentata dal botta e risposta tra il difensore civico Donata Borgonovo Re e il governatore Lorenzo Dellai. Il difensore civico, che aveva parlato di mafia nei comuni, ieri, dopo aver sposato l'appello di Dalla Fior contro i costi eccessivi della giustizia amministrativa, ha puntato sulla trasparenza. L'oggetto del contendere, già destinatario di più e più interventi da parte del difensore, è il disegno di legge provinciale 135 che a marzo sarà in aula per l'approvazione. A provocare il disappunto di Borgonovo Re è l'articolo 23 sui dinieghi di accesso. Il disegno di legge prevede che di fronte ad un diniego della pubblica amministrazione il cittadino deve fare ricorso alla giunta provinciale. Più concretamente se un cittadino chiede di vedere degli atti che lo interessano e gli viene negato l'accesso dalla Provincia deve far ricorso alla giunta provinciale. Qualcosa non quadra. Che senso ha se è stata la stessa Provincia ad aver pronunciato il primo rifiuto? «Di fronte ad un diniego della pubblica amministrazione - commenta il difensore civico - il cittadino deve rivolgersi ad un organo competente, imparziale e terzo che per la Provincia e i Comuni è il difensore civico e per gli enti statali è la Commissione nazionale per gli accessi. È stabilito dalla legge generale dello Stato, accade così in tutta Italia. Questa è invece una norma in bianco. Sull'argomento ero già intervenuta anche in precedenza - prosegue - e mi era stato risposto che la giunta provinciale è un organo imparziale. Nessuno vuole giudicare a priori; se esiste un principio di tutela dovrebbe essere rispettato».

Ma il presidente della Provincia, nonché della Regione (ieri vestiva questo ruolo), non fa passi indietro e risponde per le rime. «Il disegno di legge resterà così». Insomma non si torna indietro. E Dellai aggiunge: «La pubblica amministrazione non deve essere vista dal cittadino come un apparato minaccioso, ma come una casa comune». Detto questo Dellai torna sui numeri e seppure ammette che i ricorsi alla giustizia amministrativa sono pochi, dà un'altra chiave di lettura al fenomeno. L'idea di Dellai è più o meno la stessa del nuovo presidente del Tar che, pur consapevole dei costi, ha sottolineato che il Trentino è una provincia a «basso tasso di litigiosità». Tornando ai dati il Tar di Trento è in buona salute. Lo evidenzia la mancanza assoluta di cause arretrate (sono 350 di cui 87 in attesa di impulso di parte per la fissazione della discussione, 109 già iscritte a ruolo, 17 in attesa di sentenza e solo 137 ancora da fissare).

Il dato positivo è dovuto - sottolinea il nuovo presidente Mariuzzo - anche al suo predecessore Paolo Numerico (che di recente ha assunto la presidenza del Tar di Cagliari), ma anche « alla buona amministrazione da parte di tutti gli enti pubblici di Trento e Bolzano». «Trento e Bolzano - ha detto - rappresentano due isole felici, protette come sono al riparo dell'autonomia della Regione e delle due Province».

Dafne Roat

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