Il « caso » dei dirigenti

Trasparenza dimenticata

 

La questione è collegata alla nostra specificità, politica innanzi tutto, ma in un certo senso, anche geografica. Da una parte ci sono infatti le due Province autonome e, dall'altra, c'è il nostro territorio non grande e, a causa delle montagne, non troppo fittamente abitato: con un inevitabile effetto paese, dunque, dove si tende a sapere tutto di tutti. Dove l'azione politica non si svolge a siderale distanza, dentro palazzi irraggiungibili, come succede non solo a livello nazionale, ma in molti casi anche regionale, bensì a pochi isolati di distanza, a portata di occhi e di orecchie.

A sollevare la riflessione, sono stati gli atteggiamenti tenuti di recente sia a Bolzano che a Trento in occasione di due diversi episodi, del tutto contingenti, è vero. Però significativi. A Bolzano a tenere banco è stata la vicenda dei dirigenti comunali contestati in quanto, almeno sulla carta, non abilitati per gli incarichi che in molti casi, ricoprono da anni.

A Trento, invece, si è discusso, a tratti anche animatamente, sul provvedimento secondo il quale, qualora venisse rifiutata ad un cittadino la consultazione di qualche atto pubblico, non si potrebbe più fare ricorso al Difensore civico bensì alla Giunta stessa. Provvedimento che proprio ieri sera è stato ritirato riportando la competenza della decisione nelle mani dello stesso Difensore civico.

I due episodi - al di là della soluzione finale che è positiva per Trento, incerta per Bolzano - contengono però un atteggiamento il cui senso sembra essere: lasciate fare a noi, non immischiatevi, che noi sappiamo meglio come si fa. Solo che, soprattutto in una situazione di vicinanza come la nostra, la fiducia e la concessione di credito non possono essere a senso unico, ma devono essere per forza vicendevoli. E lo stesso vale per il controllo che non può andare in una sola direzione, dall'alto verso il basso come l'acqua, bensì anche nell'altra, dal basso dove stiamo noi, all'alto dove sta chi ci governa.

Questo atteggiamento di reciprocità si chiama trasparenza che, pur tirata in ballo a ogni piè sospinto, non sembra ancora essere un fatto normalmente acquisito. Eppure, si sa, senza, le democrazie non possono funzionare, tanto meno quelle piccole dove, come da noi, tutti conoscono tutti.

Isabella Bossi Fedrigotti

 

Ricorsi, dietrofront della Margherita

La competenza va al difensore civico

 

TRENTO - Alla fine, a cedere è stata Piazza Dante. La stessa Margherita ha depositato un emendamento per correggere quella che al difensore civico, Donata Borgonovo Re, aveva giudicato una stortura: i cittadini, in caso di ricorso per impedimento all'accesso a documenti provinciali, non si sarebbero dovuti rivolgere ad un ente terzo, quale appunto il difensore civico, ma alla stessa giunta provinciale. In questo modo, il rischio indicato dalla Borgonovo era che il controllore e il controllato finissero per coincidere.

Gli argomenti della Borgonovo, alla fine, hanno fatto breccia e la stessa Civica ha depositato un emendamento per riconsegnare al difensore civico la competenza su questo tipo di ricorsi. Nel frattempo, anche il capogruppo di Sdr, Roberto Pinter, aveva depositato un emendamento analogo.

Va detto, tuttavia, che la legge in questione, a fronte di questa più o meno intenzionale defaillance, prevede una serie di norme volte a semplificare il rapporto del cittadino con l'amministrazione pubblica. Il termine di conclusione dei procedimento dovrebbe passare dai 90 giorni attuali a 30 giorni. Si attua l'istituto del silenzio assenso, cioè la previsione che, in via generale, la mancata comunicazione da parte dell'amministrazione del diniego entro i termini del procedimento, equivale all'accoglimento. Diventa obbligatoria l'acquisizione d'ufficio di documenti che sono presso gli uffici provinciali o altre pubbliche amministrazioni, favorendo l'integrazione delle banche dati esistenti presso i vari soggetti e risparmiando ai cittadini il continuo avanti e indietro dagli uffici provinciali. Viene infine perfezionato e potenziato il funzionamento dello sportello unico per le attività produttive.

T. Sc.

Corriere del Trentino, 16 marzo 2007

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