«I contadini sono favorevoli ma chiedono un indennizzo»

La categoria desidera tutelarsi in caso di danni alle colture

 

MULES. «I contadini vogliono più garanzie, anche economiche: che cosa succederà alle colture quando i lavori per l'Eurotunnel saranno terminati? Le polveri degli inerti potrebbero danneggiarle, quindi dobbiamo tutelarci». Si esprime con toni pragmatici Georg Mayr, l'Obmann provinciale del Bauernbund, l'associazione che raccoglie gli agricoltori sudtirolesi, parlando del megaprogetto del tunnel del Brennero. E sfatando quel mito che vuole i contadini come l'unica parte privilegiata di tutto il progetto, Mayr vuole ottenere anche un indennizzo, una sorta di assicurazione sul futuro in caso i lavori provocassero dei problemi ai frutti della terra.

Presidente Georg Mayr, qual'è la posizione della sua categoria sul progetto di realizzazione del tunnel del Brennero?

«Il tunnel di base del Brennero rappresenta per tutti noi una grande chance per migliorare la qualità di vita in Alto Adige, visto che il sempre più crescente problema dell'inquinamento si può risolvere esclusivamente trasportando il traffico dalla gomma alla rotaia. Bisogna ridurre il traffico in autostrada e lungo le statali, e creare quindi un raccordo ferroviario che colleghi in maniera ottimale il nord con il sud. Il tunnel rappresenta una possibilità di trasformare questa teoria in pratica. Fra gli agricoltori, però, ci sono molti timori, come ad esempio la paura che i lavori possano in futuro influire sulle colture. È anche per questo che ci stiamo attivando per ottenere un indennizzo».

Denaro in cambio dei campi espropriati?

«Non solo. Vogliamo essere sicuri che dopo i lavori le terre ritornino così come erano prima, soprattutto quelle aree dove verranno depositati gli inerti. La Bbt ha fatto capire che pagherà solo un affitto temporaneo per l'occupazione di quei posti. Poi gli operai se ne andranno, ma certi problemi potrebbero restare. A otto anni dalla realizzazione della MeBo, per esempio, in certe zone i contadini hanno ancora problemi alle colture derivate dall'inquinamento da polveri; noi vogliamo evitare di trovarci nella stessa situazione. E poi vogliamo avere un'assicurazione in caso di fallimento della società: il finanziamento dell'opera non è sicurissimo, e potrebbe dunque anche essere possibile che i lavori non vengano mai portati a termine. Cosa succederebbe allora in questo caso? Lascerebbero tutto il lavoro a metà?».

Il fatto che i contadini siano a favore del Tunnel ha a che fare con il fatto che la Bbt paghi a peso d'oro le terre espropriate?

«Assolutamente no, questo è un falso mito che deve essere sfatato: i contadini non ci guadagnano nulla, perché a loro vengono tolti i campi. I soldi si spendono, le terre restano anche alle generazioni future. La categoria che rappresento è forse quella più toccata dal progetto, ma tutti noi siamo sicuri dell'importanza anche ambientale di quest'opera. Certo, alcuni sono contrari, e fanno sentire le loro proteste, ma sono solo una piccola minoranza».

È anche per questo, dunque, che alle manifestazioni anti - Bbt la presenza di agricoltori è sempre piuttosto bassa?

«Forse sì, o forse anche chi è contrario al progetto ha capito che manifestare non serve poi a molto: bisogna agire, mobilitarsi per far valere i propri diritti. Uno slogan può fare effetto, ma una trattativa ne ottiene molto di più. Soltanto agendo in questo modo si può cercare di evitare il male peggiore».

Quali sono secondo voi i danni che si verranno a creare con la realizzazione dell'opera?

«Il primo problema riguarda il materiale inerte che verrà depositato e trasportato con i mezzi pesanti: le polveri danneggiano le colture; meleti e vitigni, che rappresentano una grande ricchezza per tutta la Valle Isarco , potrebbero soffrire dell'alta concentrazione di polvere, per non parlare poi dei gas di scarico. Un altro grande problema riguarda l'acqua: in Val di Vizze bucheranno la montagna, e lì c'è la possibilità che si possa intaccare una sorgente. L'acqua è vitale per l'agricoltura: niente acqua, niente irrigazione e quindi nessun raccolto».

E i vantaggi?

«A parte la questione ambientale e la riduzione del traffico, non molti. L'Eurotunnel è un'opera necessaria per tutto l'Alto Adige, non certo solo per i contadini. È per questo che dobbiamo cercare di tutelarci».

Luca Masiello

Alto Adige , 16 marzo 2007

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