Il diritto sostanziale e le pieghe della procedura

 

Credo possa essere utile, anche per stemperare i toni forse eccessivamente polemici da taluno utilizzati recentemente, mettere a disposizione di chi desiderasse approfondire la questione alcune brevi riflessioni che, muovendo dalla discussione in corso sulla norma in materia di tutela del cittadino nei confronti dei dinieghi di accesso delle amministrazioni, consenta di precisare quale sia il ruolo istituzionale del Difensore civico. La legislazione più recente, nazionale e regionale, innanzitutto definisce il Difensore civico quale «garante dell'imparzialità e del buon andamento dell'azione amministrativa», ovvero dei principi costituzionali cui dovrebbero attenersi tutte le pubbliche amministrazioni.

È dunque evidente che laddove i soggetti pubblici agiscono nel rispetto di tali principi, i cittadini risultano essere pienamente tutelati nei loro diritti; laddove invece le amministrazioni, per errore o per incuria, non garantissero direttamente imparzialità e buon andamento, è compito del Difensore civico intervenire.

Il suo ruolo di intermediario tra cittadini e amministrazione, finalizzato al ripristino del rispetto dei principi costituzionali, non si esaurisce nell'intervento puntuale circoscritto al caso concreto sottoposto al suo giudizio ma si estende - mediante i poteri di iniziativa d'ufficio che gli sono attribuiti dalla legge istitutiva - a quei casi che, venuti comunque alla sua conoscenza, documentino una violazione dell'imparzialità e del buon andamento (è molto interessante la formula usata nelle leggi della Lombardia e della Sardegna, che affidano all'intervento d'ufficio del Difensore civico i casi che siano di particolare rilievo per la collettività o destino preoccupazioni nella cittadinanza).

Dunque, tornando alla vicenda che qui interessa, la Difensore civico provinciale era intervenuta in sede di istruttoria sul d.l.135 (nel mese di dicembre e nel mese di febbraio), presentando alla Commissione consiliare proprie osservazioni ed invitando i consiglieri a riconsiderare la norma contestata, modificandola al fine di renderla coerente con i principi fondamentali dell'ordinamento italiano, secondo i quali la tutela del cittadino di fronte ai dinieghi di accesso è affidata in sede bonaria al Difensore civico ed alla Commissione nazionale per l'accesso.

Poiché la Commissione non ha ritenuto di modificare la norma nella direzione suggerita, la Difensore civico - ben consapevole che «il diritto sostanziale si nasconde nelle pieghe della procedura» - ha pubblicamente espresso le proprie perplessità in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento e cioè non solo in una sede istituzionale, ma proprio nella sede deputata alla tutela contenziosa dei diritti dei cittadini.

L'esito di questo richiamo è sotto gli occhi di tutti. Aggiungo solo che non ho mai convocato una conferenza stampa: il dibattito pubblico che è seguito all'intervento al Trga è stato - giustamente, a mio avviso - amplificato e approfondito dai media, mettendo a disposizione di tutti i cittadini le informazioni sul caso. Informazioni che certamente erano, e sono, di loro interesse visto che si discute di una norma (talmente marginale, si legge, che pare non costituisca alcun problema modificarla… ma perché solo ora?) che disciplina la tutela di un diritto assegnato dalla legge a tutti i cittadini. E poiché il Difensore civico è chiamato a garantire imparzialità e buon andamento, non poteva certo esimersi dal segnalare la violazione di tali principi che la norma in discussione avrebbe determinato. Se questo significhi «fare politica» non lo so; ma certamente la politica è stata sollecitata ad intervenire per ripristinare la corretta tutela dei diritti dei cittadini, e non certo per assicurare la difesa dei poteri del Difensore civico.

Donata Borgonovo Re, difensore civico della Provincia autonoma di Trento

Corriere del Trentino, 17 marzo 2007

“La politica? Sollecitata per difendere i cittadini, non me”

l'Adige, 17 marzo 2007

“Ma io tutelo i cittadini”

Trentino, 17 marzo 2007

“Chiarezza sul ruolo”

 

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